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E’ un bellissimo Lecce quello che oggi pomeriggio mette paura al Cagliari, terza forza del campionato prima di questa giornata nonché squadra capace di rimanere imbattuta dal 1 settembre. Un Lecce che rimonta ben due gol di svantaggio, che ci mette anima, cuore e coraggio ma che, a 15 giorni di distanza dai fatti di Roma, deve subire ancora una volta un torto arbitrale. E sì, perché se accettiamo il nuovo regolamento, per quanto paradossale, e consideriamo regolare il rigore causato da La Mantia, non possiamo per nulla accettare che Lapadula e Olsen vengano trattati alla stessa maniera. Non può ricevere un cartellino rosso un giocatore che, di fatto, nient’altro fa se non andare alla caccia del pallone per riprendere il gioco, e lo stesso trattamento un portiere che prima lancia via il pallone, poi strattona e infine colpisce con la mano il suo avversario. Quanto successo nei minuti finali è assolutamente ingiusto. Il Lecce, già in superiorità numerica, avrebbe concluso la partita e di conseguenza gestito l’assalto finale 11 vs 9. Invece le due squadre sono rimaste 10 contro 9. I giallorossi, al netto di tutto questo, sono stati bravi a non perdere la testa e a trovare il gol del pareggio nei secondi finali. Un punto che vale oro e che alla vigilia sarebbe stato impensabile per Lucioni e compagni.
Ma andiamo con ordine. Non prima aver evidenziato un dato, sottolineato anche da Liverani a fine partita: 25 tiri totali dei giallorossi, 8 del Cagliari. 0 parate di Gabriel, diversi salvataggi da parte della difesa rossoblu. Segno evidente della forza di un gruppo, seppur privo di elementi di valore come Falco, Babacar, Mancosu e Majer, che riesce a fermare la corsa della squadra attualmente più in forma del campionato.
La partita
Il maltempo si è abbattuto sul Salento nelle ultime ore. La pioggia non ha dato tregua a Lecce per due giorni consecutivi. Si è arrivati a pochi minuti dall’orario fissato per l’inizio del match, domenica alle 20.45, con una grossa incertezza se si giocherà o meno. Mariani, accompagnato dai capitani Lucioni e Nainggolan, dopo aver fatto diversi sopralluoghi dagli esiti differenti, ha deciso: partita rinviata. L’appuntamento è per lunedì alle ore 15.
Le due squadre, con un’altra situazione meteo, si presentano sul terreno di gioco. Le scelte dei mister sono le medesime. Allora Liverani si affida a La Mantia e Lapadula con Shakhov a inventare. In difesa spazio a Rispoli sulla destra. Maran sceglie Joao Pedro e Simeone con alle spalle il belga Nainggolan. A centrocampo spazio a Cigarini. In difesa linea a 4 con Pisacane e Klavan centrali.
Primo tempo
Il primo tempo è piacevole. Le squadre, dal primo minuto, non pensano a coprirsi, ma ad attaccare. Il Lecce, soprattutto, parte forte. Ottiene tre calci d’angolo consecutivi ma non riesce a incidere per quanto crea. La Mantia e Lapadula sono pericolosi al settimo e al sedicesimo, ma la difesa cagliaritana è attenta. Del Cagliari si fanno notare il solito Nainggolan e Joao Pedro, il quale rispetto a tutti gli altri giocatori ha un altro passo e un’altra voglia di farsi vedere. E’ capace di fare molta strada per proporsi ai suoi compagni. Nel Lecce La Mantia ha altrettanta voglia di lottare, talmente tanta che dovrebbe trasmetterne un po’ ai suoi compagni. Rispoli e Shakhov dai due volti. Il primo male in fase propositiva, bene in copertura soprattutto quando ingaggia duelli in velocità con Joao Pedro. Molte palle passano dalle parti di Petriccione, alcune delle quali vengono sprecate e Liverani non sembra prenderla benissimo. Il 4 giallorosso, però, salirà in cattedra nella seconda frazione di gioco facendosi ampiamente perdonare.
La svolta è al 30esimo. Dopo aver avuto più occasioni degli avversari, il Lecce si vede fischiare un rigore contro per fallo di mano di La Mantia. La solita tecnologia e la solita norma fiscale vanno ancora una volta a svantaggio del Lecce. Joao Pedro realizza con facilità. Il Lecce ha la sua occasione migliore un minuto dopo con lo stesso La Mantia che prova a sorprendere Olsen dopo essersi liberato dei marcatori. Il portiere, però, è bravo a ribattere. Non succede molto altro fino alla fine del tempo, anche se, come detto, il match è vivo e mai noioso.
Secondo tempo
Il secondo tempo ricomincia a ritmi alti. Lapadula accelera ma Olsen alza la saracinesca. Il 9 giallorosso, servito da Petriccione e da Shakhov, ha due occasioni buone: al 47esimo e al 51esimo. Il portiere si oppone alla grande. E’ comunque un buon Lecce. Al 55esimo l’unica occasione ghiotta del Cagliari a parte i due gol. Nandez prova un diagonale verso la porta di Gabriel, ma la mira non è all’altezza. Il Lecce continua a macinare gioco ma non ha dei tiratori scelti in grado di sfruttare le diverse punizioni dal limite, e come nel primo tempo prende, gol nonostante stia meritando di più del Cagliari. Nainggolan è bravo, da fuori area, a recuperare un pallone spazzato malamente da Tabanelli e ancor più bravo a battere Gabriel. Siamo al minuto 67 e l’impressione è che sia notte fonda, del tutto immeritata, per il Lecce. Chiunque altro sarebbe morto. Invece il Lecce di quest’anno ci ha abituati molto bene. E allora la partita è tutt’altro che finita. Liverani inserisce Farias che, di fatto, dà la sterzata decisiva. I due gol partono dai suoi piedi. All’82esimo Cacciatore si sostituisce a Olsen e respinge con la mano un colpo di testa di La Mantia destinato in porta. Rigore ed espulsione. A otto dal termine i giallorossi ci credono. Lapadula realizza e mentre corre a recuperare il pallone avviene il fattaccio cui abbiamo già accennato. Olsen spinge, strattona ma soprattutto alza le mani nei confronti del 9 giallorosso. Tutto sotto gli occhi di Mariani. Il responso dell’arbitro è fuori da ogni logica: rosso a entrambi. 10 contro 9 il Lecce è bravo a non perdere la testa. Al 91esimo, dopo un gol assurdo sbagliato da Tabanelli a porta praticamente vuota, Tachtsidis trova l’imbucata perfetta e Calderoni realizza l’ennesimo gol decisivo. E’ un Lecce bello da vedere e da immaginare. Se, infatti, Liverani riesce a recuperare gli infortunati, Falco su tutti, sarebbe bello vedere all’opera questo Farias integrato con gli altri elementi di qualità. Da non dimenticare che, a parte Rossettini, Shakhov e Lapadula (e l’entrato Farias) nel Lecce, oggi, erano in campo 8 giocatori che l’anno scorso giocavano in B. La partita finisce nonostante un assedio giallorosso durato per tutti i 7 minuti di recupero.
Interviste

In sala stampa si presentano Meluso, Liverani e Maran. Il ds giallorosso sottolinea la grande prova della squadra, in grado di rimontare una situazione difficoltosa. Fa presente, però, che questi punti (insieme a quelli persi a Roma contro la Lazio) potrebbero influire a fine stagione. Liverani e Maran parlano entrambi di rabbia. Il primo per aver subito un netto torto arbitrale e per non essere riusciti a sfruttare una situazione di vantaggio. Per aver preso due gol da situazioni non di pericolo. Il secondo per non essere stati in grado di chiudere la gara sul 2 a 0. Liverani ha sottolineato le assenze pesanti e la prestazione nettamente migliore della sua squadra contro uno delle squadre più forti d’Italia. Infine Maran, commentando il conto dei tiri, in netto vantaggio per il Lecce, ha ammesso che i giallorossi sono riusciti nel tentativo di non far giocare il Cagliari e che il campo presentava delle evidenti difficoltà oggettive.







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