Il Lecce travolge il Toro con un secco 4 a 0, grazie soprattutto agli innesti del mercato invernale. Si porta a +3 dalla zona salvezza. Vince per la prima volta al Via del Mare. Mantiene la porta inviolata. Dimostra compattezza, durezza, solidità, voglia e determinazione. Tutte queste componenti rendono la prestazione di questo pomeriggio una vera e propria festa per tutto l’ambiente giallorosso. Ambiente che stava vivendo il momento peggiore di questo campionato in virtù del fatto che nelle ultime 6 giornate erano arrivate ben 5 sconfitte. Dall’altra parte un Torino mai pericoloso, ballerino in difesa, disorganizzato a centrocampo. Liverani, a fine gara, sottolinea la prestazione quasi perfetta dei suoi ma, soprattutto, il fatto che l’ingresso dei nuovi abbia dato qualità ma non solo. Anche la possibilità numerica di avere 20 elementi di movimento in grado di preparare in settimana la partita della domenica. I gol, come detto, arrivano per metà dai nuovi. Deiola e Barak ci pensano nel primo tempo, Falco e Lapadula nel secondo. Il ritorno di Majer, secondo chi scrive, oltre alla freschezza dei nuovi, dà linfa vitale a un centrocampo che può permettersi di lasciare Petriccione e Mancosu in panchina. Tra i nuovi straripante la prestazione di Barak, sempre nel vivo del gioco, ordinata quella di Deiola, e propositiva quella di Saponara già uomo assist. 7,5 pieno va dato anche a Donati che, in una posizione non sua, realizza fase offensiva e difensiva alla perfezione. C’è da essere ottimisti se si pensa che giocatori come Calderoni, Farias, Petriccione, Gabriel e Mancosu stanno per ritornare a disposizione.
Primo tempo
La partita inizia a ritmi alti. Il Lecce ha voglia e personalità. E riesce a sbloccarla già al nono minuto. Deiola realizza alla perfezione lo schema da calcio d’angolo. In più trova un eurogol che batte Sirigu e fa esplodere il Via del Mare. Lapadula, nonostante il vantaggio, fa impazzire letteralmente la difesa ospite, partendo sempre sul filo del fuorigioco e facendo a sportellate costringendo spesso i giocatori del Toro al fallo e causando qualche ammonizione pesante come quella al centrale N’Koulou. Dieci minuti dopo il Lecce capitalizza al meglio il grande lavoro fatto fin qui e ancora con un tiro da fuori beffa Sirigu. Questa volta è Barak a trovare l’angolino alto giusto. Il sinistro del 72 giallorosso porta il Lecce sul 2 a 0. Al 29esimo il Lecce potrebbe fare già la terza, ma Sirigu risponde alla grande su una deviazione sotto porta di Lapadula. Il Torino non riesce mai davvero a fare male. A parte qualche tiro dalla distanza. Il tempo finisce con gli applausi convinti dello stadio.
Secondo tempo
La riserva conserva lo stesso copione, il Lecce unica squadra in campo. Sirigu si ripete su Lapadula, la sfida tra i due giocatori è bella ed entusiasmante. Il portiere della nazionale ferma il 9 giallorosso. Non può nulla, però, al 62esimo per fermare Falco che, di destro, sempre dalla distanza, realizza un bellissimo gol sotto l’angolino sinistro della porta. E’ la ciliegina sulla prestazione del fantasista leccese. Buon per il Lecce che il mercato si sia appena chiuso. Il Lecce non sembra intenzionato a fermarsi, infatti al 77esimo conquista un rigore che Lapadula realizza inserendo anche il suo nome al tabellino. Vigorito sporca i guantoni con un paio di interventi di pregevole fattura, uno in uscita su Belotti davvero importante.
Gli spunti che vengono fuori da questa partita sono davvero tanti. Il primo, il meno piacevole per il Lecce, è quello che ora serve continuità di prestazioni e punti. Le prossime due partite contro Napoli e Spal saranno decisive (soprattutto la seconda). La squadra di Liverani ha dimostrato di avere la forza per fermare squadre attrezzate, anche se oggi il Torino non era in formissima. Però va ricordato che basterebbe citare due nomi, Belotti e Sirigu, rispettivamente attaccante e portiere della nazionale, per capire la difficoltà della gara di oggi. Lucioni è riuscito ad arginare il primo e il secondo ha pagato una giornata d’oro dell’attacco giallorosso e un momento No! della sua difesa.













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