Nuovi linguaggi e nuove forme di narrazione per fruire dei beni culturali del territorio salentino: è questo l’obiettivo comune tra Sherazade, il cantastorie digitale, progetto risultato vincitore del bando Principi Attivi 2012 della Regione Puglia e dell’associazione omonima, e il progetto di ricerca In-Culture, vincitore del bando Miur Smart Cities and Communities and Social Innovation. Il storymaker for travelling si arricchisce di nuove storie, quelle che appartengono ai luoghi della Grecìa salentina, popolando di nuovi personaggi la mappa narrativa dell’applicazione gratuita, i cui aggiornamenti sono già disponibili sugli store Ios e Android.
Con le cuffie alle orecchie e il proprio smartphone tra le mani si potrà essere, in un istante, in una sera di maggio del millesettecento, a scoprire la magia di piazza Municipio a Cutrofiano, accompagnati da Antonio, maestro cotimaru, che con l’argilla crea vasi e pignate. Oppure sapere cosa sono le pozzelle di Pirro, a Zollino, ascoltando la voce di Domenico che racconta la storia delle pietre sotterranee che conservano l’acqua, oppure imparare che Melpignano la chiamavano la Napoli piccinna, quando nel millecinquecento i mercanti giungevano in piazza San Giorgio da lontano, per vendere e comprare.
Le lettere, testi più brevi ma dalla stessa intensità narrativa, raccontano di Soleto, Sternatia, Martano, Martignano, Corigliano d’Otranto, Soleto archeologica, Melendugno, Castrignano De’ Greci.
L’identità dei luoghi prende vita grazie ai testi scritti da Matteo Greco, autore e ideatore dell’applicazione, e alle voci degli attori Mino Profico, Marco Antonio Romano e Liliana Putino. Le musiche originali sono scritte ed eseguite da Michele Cortese, Massimiliano De Marco e Davide Sergi. Dell’associazione Sherazade fanno parte anche Chiara Schiavano, Chiara Renna, Elisa Maggio e Alberto Gangemi, impegnati nella valorizzazione del patrimonio culturale, con nuovi linguaggi e nuove forme.
“Il territorio della Grecìa è un patrimonio unico di narrazioni – ha affermato Matteo Greco – viaggiando con l’immaginazione fra i volti e le storie di questa terra ci si rende conto una volta di più di quanto il Salento sia stato, in ogni suo angolo, luogo di incontro e intreccio fra culture. Lungi dall’essere periferia di un continente, siamo stati (e forse siamo ancora) luogo in cui accorgersi che si passa sempre da un altro, per poter dire io”.











