HomeCronacaCaporalato, arrestati madre e figlio brindisini

Caporalato, arrestati madre e figlio brindisini

Vendemmia e sfruttamento, caporalato e lavoro nero. Ma anche minacce ed intimidazioni per reclutare e sfruttare manodopera, rigorosamente in nero, nei campi agricoli della provincia di Brindisi e Bari. Due persone, madre e figlio, sono state arrestate dai carabinieri di Brindisi con le accuse di concorso in intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro pluriaggravati, il cosiddetto “caporalato”. Un’altra persona, una donna romena di 45 anni, è stata invece colpita da obbligo di dimora. Si tratta di Chiara Vecchio, 45 anni e Vito Antonio Caliandro, di 29 anni, entrambi originari di Villa Castelli.

Oltre allo sfruttamento dei lavoratori, sono state documentate dai militari anche le condizioni di lavoro degradanti a cui erano sottoposti i braccianti, con paghe del tutto inadeguate e sproporzionate rispetto al lavoro effettivamente prestato. Inoltre veniva sempre trattenuta una parte della paga giornaliera come “rimborso” per i caporali.

I braccianti, oltre una trentina e quasi tutti di nazionalità italiana erano costretti a vivere in condizioni di grave indigenza e venivano trasportati sui campi stipati come sardine, fino a tredici in un furgone, per turni di lavoro massacranti che arrivavano anche a 14 ore consecutive nei campi di una fascia di territorio da Brindisi fino a Bari, da Villa Castelli a Noicattaro per raccogliere l’uva su commissione in aziende agricole che, apparentemente, erano all’oscuro delle condizioni di lavoro e di sfruttamento dei braccianti.

Le indagini, intanto, non si fermano e proseguono per accertare altri eventuali reati.

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Redazione
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