Il video epico (che riprendiamo a fine articolo) che ha reso “grande” un semplice parlamentare dalle piccole debolezze ha rappresentato per antonomasia il marciume vivente nelle Istituzioni italiane. Lo scalpore che un ingenuo Antonio Razzi fece quando dichiarò candidamente di pensare ai fatti suoi per godersi il vitalizio. Lo ricordiamo tutti, ma evidentemente per essere stato ricandidato e per sedere ancora tra i banchi parlamentari non ci doveva essere poi tutta questa onta morale da parte della cittadinanza.
Perché in fondo un Razzi c’è in ognuno di noi, la veniale ingordigia di affari privati che spesso tracima nel disprezzo per la cosa pubblica. E infatti oggi si è costruito un muro di cemento contro le elezioni anticipate trasversale, endemico, che scavalca gli steccati ideologici e cavalca la fodera dei portafogli. Ci sono 608 parlamentari su 945 al primo mandato, e necessitano di tirare avanti sino a settembre per completare i 4 anni e mezzo di legislatura minimi per conseguire il vitalizio.
Che, per amore di cronaca, terrei a precisare non essere ricco come un tempo. 950 euro netti mensili al compimento del 65esimo anno di età, oppure per chi ha completato due o più legislature, dopo i 60 anni con 1.500 euro netti mensili. Sempre uno straordinario vantaggio rispetto a qualsiasi altro lavoratore, ma meno vergognoso di quando bastava un giorno nel Palazzo per portare a casa una lauta prebenda a vita.
Eppure i privilegi, quando il vento anti-casta soffia feroce e quando c’è una compagine come il M5S che ci vive elettoralmente, diventano una patata bollente. Così ha pensato bene l’ex premier Renzi di farla pelare agli onorevoli. Abolire dal 2018 i vitalizi e sostituirli con il rimborso dei contributi versati, che farebbero circa 50mila euro a testa. Altrimenti, andando così al voto domani mattina, perderebbero tutti i contributi versati e rimarrebbe un buco previdenziale, specie per i disoccupati.
Il testo sarà depositato in Ufficio di Presidenza alla Camera a Gennaio, presentato da 8 deputati PD. I grillini l’hanno già definita: “La prima porcata dell’anno”, ma un vecchio saggio direbbe: “Fatevi li ca**i vostra e tiriamo avanti!”











