HomeCulturaC’era una volta (e c’è ancora) la questione meridionale

C’era una volta (e c’è ancora) la questione meridionale

Nel volume “Il Mezzogiorno nell’economia italiana”, pubblicato da Carocci Editore, si indaga l’evoluzione dell’economia e della società, dal dominio borbonico ai nostri giorni, non soltanto attraverso il consueto indicatore del reddito, e quindi della sua crescita relativa nel tempo, ma anche tenendo conto di quelle grandezze che vanno aggiunte al reddito per configurare l’indice di sviluppo umano, ossia la longevità e il grado di alfabetizzazione della popolazione

C’era una volta la questione meridionale. E, numeri alla mano, c’è ancora. Dall’unità d’Italia il sud del Belpaese appare in ritardo rispetto al centro – nord. Un ritardo economico e sociale che tanti dibattiti ha creato. Ma, a conti fatti, le azioni messe in campo non sempre hanno prodotto gli esiti sperati, sino a giungere ai nostri giorni.

Nicola Acocella è emerito di politica economica alla Sapienza Università di Roma, scrive sulle maggiori riviste nazionali e internazionali. Vari suoi libri sono stati tradotti o pubblicati in inglese, polacco, cinese e altre lingue. Nel volume “Il Mezzogiorno nell’economia italiana”, pubblicato da Carocci Editore, si indaga l’evoluzione dell’economia e della società, dal dominio borbonico ai nostri giorni, non soltanto attraverso il consueto indicatore del reddito, e quindi della sua crescita relativa nel tempo, ma anche tenendo conto di quelle grandezze che vanno aggiunte al reddito per configurare l’indice di sviluppo umano, ossia la longevità e il grado di alfabetizzazione della popolazione.

L’autore considera anche altri aspetti imprescindibili della realtà meridionale, quali la criminalità organizzata e il clientelismo, indicatori o cause dello scarso spirito cooperativo che costituisce una delle remore maggiori al progresso del Sud Italia.

L’analisi si rivolge anche ai fattori sottostanti la sua evoluzione ed evidenzia sia alcune politiche inefficaci sia altre che potrebbero concorrere allo sviluppo del Mezzogiorno e, con esso, dell’intero paese.

Il percorso prende le mosse dal Mezzogiorno preunitario, approfondendo aspetti quali dimensione, età media, occupazione, emigrazione della popolazione, l’alfabetizzazione e l’educazione, i dati macroeconomici e strutturali. I passaggi successivi riguardano gli sviluppi registrati durante la Grande Guerra e il Fascismo, ponendo anche il fatidico quesito: l’Unità ha nuociuto al Mezzogiorno?

Altri dettagliati focus sono dedicati ai primi quattro decenni successivi alla seconda guerra mondiale, alla Cassa del Mezzogiorno e all’andamento della produzione fino agli anni Ottanta-Novanta. Non mancano, in chiusura, proposte concrete per tentare di invertire il trend.

 

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