HomePoliticaCiclo dei rifiuti, tra polemiche e audizioni inizia l'iter della riforma

Ciclo dei rifiuti, tra polemiche e audizioni inizia l’iter della riforma

E’ iniziato questa mattina nella quinta commissione l’esame del disegno di legge che contiene le modifiche alle disposizioni in materia di gestione dei rifiuti.

Lo schema di disegno di legge illustrato dall’assessore Domenico Santorsola “si propone la finalità di introdurre una nuova governance della gestione del ciclo dei rifiuti che possa portare a compimento il piano regionale dei rifiuti vigente e comunque che possa definitivamente realizzare tutta l’impiantistica per la chiusura del ciclo dei rifiuti”.

L’attuale struttura del governo del ciclo dei rifiuti si fonda sull’individuazione di ambiti territoriali ottimali di dimensione provinciale e di ambiti territoriali ottimali di dimensione provinciale e di ambiti territoriali sub provinciali finalizzati all’organizzazione dei servizi di raccolta spazzamento e trasporto dei rifiuti solidi urbani.

“La struttura così come delineata – ha detto l’assessore Santorsola – ha presentato sin dalla prima applicazione delle criticità nel raggiungimento delle finalità attribuite dalla normativa agli organi di governo (Oga e Aro)”.

Le modifiche contenute nel ddl riguardano l’individuazione dell’ambito territoriale ottimale nell’intero territorio regionale; l’individuazione dei perimetri territoriali di ambito di dimensione inferiore a quello regionale per l’erogazione dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto, denominati Aree omogene. I perimetri di tali aree sono individuati dalla Regione nel rispetto dei principi di differenziazione, adeguatezza ed efficienza, tenendo conto delle caratteristiche dei servizi di spazzamento, raccolta e trasporto di tutti i rifiuti urbani e assimilati.

Sarà istituita l’Agenzia della Regione Puglia per il servizio di gestione dei rifiuti con personalità giuridica di diritto pubblico e autonomia tecnico giuridica amministrativa e contabile.

Sarà dell’Agenzia il compito di provvedere all’attuazione del piano regionale di gestione dei rifiuti, dovrà determinare le tariffe per l’erogazione dei servizi, controllare i livelli generali del servizio e gli standard di qualità e disciplinare i flussi di smaltimento.

Prima dell’inizio della discussione la Commissione ha bocciato la pregiudiziale sottoposta dal consigliere Andrea Caroppo. Il capogruppo di Forza Italia ha lamentato la mancanza di condivisione con il Consiglio regionale “di un tema molto delicato che avrebbe avuto bisogno di un attento esame ed una tempistica più rispettosa delle prerogative del consiglieri e del Consiglio tutto”.

E proprio sui tempi stretti (e parlare di tempi stretti è decisamente un eufemismo) si è incentrata la polemica politica legata alle audizioni.

A parlare sono, sul tema, i consiglieri regionali di CoR Francesco Ventola e Renato Perrini che, senza mezzi termini, parlano di farsa del governo regionale. “Associazioni ambientali come Legambiente, Wwf e Italia Nostra (solo per citarne tre sulle tante presenti) hanno dichiarato che i tempi dati erano del tutto insufficienti per apportare utili osservazioni e hanno preso tempo, rimandando a un deposito scritto. Altri, come i sindacati per esempio, hanno avuto solo tre minuti di tempo per esporre la loro idea di ciclo di rifiuti e le problematiche relative Il tutto perché’ questa amministrazione regionale per un anno ha dormito e si è svegliata solo quando l’emergenza è diventata una vera e propria crisi per la Regione Puglia costretta a mandare in altre Regioni i propri rifiuti con un costo che si riverserà sui cittadini che vedranno raddoppiata la tassa dei rifiuti”.

Secondo il portavoce del M5S Antonio Trevisi sarebbe stato più opportuno valutare la loro proposta di legge che prevede una riduzione dei rifiuti alla fonte, invece di partorire un nuovo sistema di gestione molto complesso che non serve assolutamente ad uscirsene da questa fase di emergenza demandando ad altri la risoluzione dei problemi.

Di imbarazzo ad affrontare una norma a spregio delle prerogative dei consiglieri regionali è stato il consigliere del M5S Cristian Casili, trovandosi dinanzi ad un provvedimento che spacchetta la governance dalla vera e propria attuazione del Piano dei rifiuti.

Per il consigliere del Pd Paolo Campo non bisogna prendere ancora tempo e ha evidenziato il rischio di una paralisi del sistema in assenza di una governance, considerato che la risoluzione della complessità delle procedure connesse al Piano dei rifiuti la si trova nell’attuazione del nuovo sistema gestionale.

Visto il Piano fallimentare della gestione Vendola, ha detto il consigliere di Area Popolare Luigi Morgante, ma soprattutto alla luce delle considerazioni che provengono da più parti in merito al provvedimento in questione, è necessario che venga valutato con la massima partecipazione e condivisione, prendendo in seria considerazione la separazione tra gli impianti e il sistema di raccolta.

Secondo il consigliere di FI Nino Marmo bisogna individuare le responsabilità di quanto è accaduto in questi ultimi dieci anni in Puglia ed evitare che si giunga ad un commissariamento generale predeterminato, in un momento in cui prevale l’emergenza e la crisi, dopo un anno di immobilismo totale nel settore della gestione dei rifiuti, determinando un accentramento su Bari.

Per il consigliere Domenico Damascelli (FI) modificare l’intera governance potrebbe significare creare delle conflittualità di gestione, visto che tutte le competenze dovrebbero essere trasferite a capo di un’unica Agenzia, dalla cui gestione pare non emerga alcun beneficio al cittadino in termini ambientali ed economici, visto che la Puglia non riesce a chiudere il ciclo dei rifiuti.

Secondo il consigliere del Pd Fabiano Amati si sta intervenendo ben oltre la segnalazione dell’urgenza di qualche mese fa. È necessaria, ha ribadito Amati, una governance sovra territoriale e il provvedimento realizza effettivamente una sistema unitario che ha il compito di decidere soluzioni che abbiano la propensione a chiudere il ciclo, disegna i Consigli di Bacino e alla fine ne costruisce un sistema di interconnessione dei poteri.

“Le perplessità dell’opposizione sono legittime. L’opposizione fa il suo dovere. Il nostro dovere è invece dotare la Puglia di un governo del ciclo dei rifiuti, per evitare che l’emergenza in questo settore diventi permanente. La riforma della governance è il primo passo per poter mettere mano alla chiusura del ciclo dei rifiuti, su cui siamo in forte ritardo. I tempi sono molto stretti, è vero. Ma lavoreremo pure ad agosto per fare in modo che la riforma sia operativa prima possibile”. Lo ha detto il presidente del gruppo del Partito Democratico, Michele Mazzarano.

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Redazione
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