Una annata negativa per il commercio al dettaglio. E nemmeno i saldi estivi sono riusciti nell’intento di rivitalizzare il settore. Purtroppo, come confermato dall’Istat, a luglio le vendite al dettaglio si attestano al -0,2%.
I dati sulle vendite al dettaglio di luglio confermano in pieno le previsioni del Codacons e attestano come la spesa delle famiglie continui a non crescere come dovrebbe. Lo afferma il Codacons commentando i dati diffusi dall’istituto di statistica.
“I saldi estivi partiti proprio a luglio si sono rivelati un flop e non hanno fatto registrare alcun incremento delle vendite al dettaglio, esattamente come previsto già a giugno dal Codacons – spiega il presidente Carlo Rienzi –. Non a caso l’Istat conferma che, rispetto a luglio 2016, le vendite restano stazionarie in valore e diminuiscono dello 0,4% in volume”.
“Chi riponeva speranze nei saldi di fine stagione è rimasto deluso, perché gli sconti stagionali oramai non attirano più i consumatori e rappresentano una formula obsoleta che va abbandonata in favore di saldi liberi tutto l’anno – prosegue Rienzi – Ancora una volta dall’Istat arriva la conferma del fatto che la spesa delle famiglie non cresce come dovrebbe, e i consumi registrano dati altalenanti ancora insufficienti ai fini della ripresa”.
“Le vendite al dettaglio ancora non decollano”. Così esordisce la nota dell’Istat sul commercio, che conferma i nostri dubbi relativi alle precedenti stime che affermavano una ripresa consolidata.
“Un dato che ci riporta bruscamente di fronte alla dura realtà che il Paese ancora vive, aggravata dal preoccupante stallo del mercato del lavoro”, dichiara Emilio Viafora, Presidente di Federconsumatori.
E le prospettive per i prossimi mesi non lasciano intravedere spiragli positivi in tal senso: l’aumento della disoccupazione, unito alla crescita dei prezzi, erode sempre più i redditi delle famiglie.
“Come da tempo . dice Viafora – non ci stanchiamo di sottolineare, infatti, sono frequenti i casi in cui genitori e nonni sono costretti a sostenere figli e nipoti disoccupati, con un aggravio di circa 450 Euro al mese, secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori. Una situazione che si protrae da troppo tempo e che richiede risposte immediate, attraverso una seria azione per il rilancio del mercato del lavoro e per il sostegno al reddito in caso di cessazione del lavoro o disoccupazione. E’ urgente intervenire per risollevare la domanda interna, rilanciando l’occupazione e proiettando la nostra economia verso una nuova fase di crescita. Al Governo chiediamo, quindi, di pianificare interventi per il rilancio occupazionale di carattere strutturale, che superino la logica dei bonus, ma agiscano attraverso un taglio delle tasse sul lavoro. È inoltre indispensabile, in tal senso, avviare un piano di investimenti per la ricerca, lo sviluppo e la modernizzazione delle infrastrutture e per la valorizzazione dell’offerta turistica”.











