HomePoliticaConsorzi bonifica: il Consiglio regionale approva la legge di riforma

Consorzi bonifica: il Consiglio regionale approva la legge di riforma

Il Consiglio regionale della Puglia ha approvato a tarda notte a maggioranza il disegno di legge contenente “norme straordinarie in materia di Consorzi di bonifica commissariati”.

Alla votazione non hanno partecipato i gruppi di Cor e del M5S che avevano abbandonato i lavori precedentemente, per via della posizione di chiusura della maggioranza rispetto agli emendamenti presentati dai due schieramenti. Dei 34 presenti alla votazione finale, 29 hanno votato a favore e 5 contro.

Soddisfazione ha espresso Enzo Colonna (Noi a Sinistra per la Puglia): “Una Riforma dei Consorzi di bonifica approvata oggi, dopo anni di stallo e incertezza, dal Consiglio regionale della Puglia. Con questo provvedimento si prova a mettere fine ad anni di commissariamento (ben tredici) e di servizio inefficiente per l’utenza. I quattro enti commissariati (Arneo, Ugento Li Foggi, Stornara e Terre d’Apulia) si riducono a uno soltanto (Consorzio di bonifica ‘Centro Sud Puglia’) che si affiancherà ai due Consorzi del foggiano, non commissariati, e assumerà le funzioni di quelli soppressi”.

La riforma, in sintesi, disciplina le procedure per la definizione, concordata con i creditori, della pesante situazione debitoria degli enti commissariati che, al netto delle anticipazioni della Regione (circa 120 milioni di euro), ammontano ad oltre 145 milioni. L’esposizione debitoria sarà definita distinguendo le passività in base alla natura dei debiti e alla tipologia dei creditori.

Il nuovo soggetto giuridico sarà temporaneamente diretto da un commissario straordinario unico, coadiuvato da due subcommissari designati dalle organizzazioni professionali agricole.

Il personale a tempo indeterminato dei Consorzi soppressi verrà trasferito al Consorzio di bonifica “Centro Sud Puglia”, con lo stesso inquadramento contrattuale e trattamento economico. I lavoratori “stagionali”, con contratto a tempo determinato, che hanno prestato servizio presso uno degli enti commissariati, avranno diritto di precedenza nell’assunzione, con la stessa qualifica e forma contrattuale, nel nuovo Consorzio.

Critiche arrivano dalle opposizioni. Per Ignazio Zullo (CoR) “fa bene Emiliano a prendersi il merito delle sue riforme. Però si assuma anche la responsabilità dei danni. Bene fa il presidente a mettere il suo sigillo – come facevano gli imperatori – alle sue riforme e a darne annuncio urbi et orbi con enfasi e soddisfazione. Purché quando la Puglia sarà vittima dei numerosi danni che le sue riforme provocheranno all’agricoltura come alla sanità (solo per citare due delle ultime scelte sciagurate di questo governo) se ne assuma la totale responsabilità! Che trovi un capro espiatorio da invocare: fossero i governi regionali precedenti, Renzi o l’uomo del monte”.

Parla di un vero e proprio esproprio proletario della Giunta Nino Marmo (Forza Italia).

“Un esproprio proletario mascherato da nuova politica. Una maggioranza costretta a ricompattarsi dopo una mitragliata di sconfitte e di brutte figure collezionate, dal Garante dei Detenuti al Piano di Riordino sanitario, che si arrocca dietro posizioni irricevibili ed ottuse. Caro Emiliano, noi le proposte le avevamo e le abbiamo presentate con parecchi emendamenti. Siete voi che brancolate nel buio, con una riforma dei Consorzi di Bonifica che balla in Consiglio da oltre un anno perché voi non sapevate che fare”.

“Emiliano – prosegue – ci “accusa” di ostruzionismo, ma è bene ricordargli che si tratta di una pratica democratica e necessaria quando chi detiene la maggioranza dei numeri si trincera in modo granitico dietro scelte dannose e incomprensibili. È evidente che il presidente della Giunta non sappia di cosa parla, anche perché in aula era impegnato a bighellonare con il suo cellulare anziché seguire i lavori del Consiglio. Persevera, poi, in uno scaricabarile su Vendola, con il quale è assolutamente corresponsabile dello sfacelo non solo dei Consorzi, ma anche della sanità. Sulla riforma dei Consorzi, poi, la cura è stata peggiore del male che si voleva curare, creando un mostro con l’Acquedotto Pugliese e perdendo la chance di restituire questi enti agli agricoltori. Un pasticcio clamoroso senza che ci fosse il minimo segno di resipiscenza. Chi è il responsabile? Allora – conclude Marmo – se Emiliano ce l’ha con la vecchia politica, si guardi allo specchio ed abbia il coraggio di ammettere le sue precise responsabilità. Ha fallito, di nuovo, e bisogna saperlo ammettere”.

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Redazione
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