HomePoliticaConsorzi bonifica, la Commissione d'indagine fissa i paletti

Consorzi bonifica, la Commissione d’indagine fissa i paletti

Sono state decise nella riunione di questa mattina le linee attraverso cui si articolerà il lavoro della Commissione  di indagine sui Consorzi di bonifica, presieduta da Giovanni Stea.

I commissari hanno convenuto di limitare l’azione di indagine conoscitiva ai seguenti punti: esame della dinamica disaggregata delle voci debitorie; grado di efficienza dei sistemi contabili e di controllo; opere realizzate e fonti di finanziamento; reclutamento del personale, contrattualizzazioni, carriere, elenchi consulenti e progettisti; attività in equilibrio economico e non; verifica della manutenzioni non effettuate; consistenza dei beni patrimoniali di ogni consorzio.

In considerazione della ingente mole di documenti che ciascun Consorzio ha fatto pervenire in ordine all’attività svolta negli anni pregressi, la commissione d’indagine si avvarrà dei tecnici degli assessorati al Bilancio, Lavori pubblici, Personale affiancati  dai dirigenti dell’assessorato all’Agricoltura. Le strutture tecniche produrranno un report di approfondimento degli argomenti oggetto dall’indagine, al termine del quale la stessa commissione valuterà le necessarie azioni ad iniziare dalle audizioni.

In aperura di seduta il presidente Stea ha ribadito che la commissione non ha alcune competenza in materia di gestione dei consorzi commissariati (cui provvede  il commissario unico Gabriele Papa Pagliardini), essendo investita del solo compito di verificare quanto avvenuto dal 2004 “nell’interesse della comunità  pugliese e per offrire un proficuo contributo all’esecutivo parallelarmente impegnato in una riforma complessiva degli stessi consorzi”.

“Nell’ambito del lavoro che stiamo portando avanti con la Commissione  di indagine sui Consorzi di bonifica, ho chiesto che venga consegnata anche la documentazione che riguarda la situazione dei beni patrimoniali dei due Consorzi non commissariati”, è quanto dichiara Gianni Stea.

“Un percorso virtuoso – spiega Stea – necessario all’approfondimento delle pratiche amministrative, affinché tutta l’indagine possa essere svolta nella massima trasparenza e nei tempi previsti per accompagnare nel miglior modo possibile questa fase di transizione dal commissariamento ad una complessiva riforma del sistema-Consorzi, per renderli realmente al servizio dell’agricoltura e nell’interesse esclusivo dello sviluppo della società rurale pugliese”.

Intanto la commissione ha accolto le richieste del consigliere Fabiano Amati (Pd) circa la necessità di indagare la dinamica disaggregata delle singole voci di debito; il grado di efficienza dei metodi contabili e del sistema dei controlli; le opere finanziate (con relative fonti di finanziamento), realizzate, in corso di realizzazione, in attesa di collaudo e non completate; il reclutamento del personale, la contrattazione, le progressioni di carriera, nonché l’elenco dei consulenti e dei progettisti; le attività in equilibrio economico e quelle in disequilibrio.

“All’esito di questi approfondimenti e non appena avremo la documentazione residua richiesta ai Consorzi – spiega Amati – la Commissione si riunirà per valutare il report e fissare eventuali audizioni. La risposta a questi quesiti non ci serve per punire ma per sapere dove è opportuno mettere la mano riformatrice”.

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