Ci sono volute 32 votazioni per restituire alla Corte Costituzionale, dopo un anno e mezzo, la sua composizione originale. Mella tarda serata di ieri sera il Parlamento ha infatti proceduto all’elezione dei tre giudici che andranno a ricoprire gli scranni di Paolo Napolitano, Luigi Mazzella e Sergio Mattarella.
A giocare un ruolo decisivo è stato il premier Renzi che ha “sacrificato” sull’altare dell’accordo con i grillini il candidato di centrodestra, l’avvocato barese di Forza Italia Francesco Paolo Sisto, che nelle scorse sessioni di votazione era stato supportato da una gran parte del centrodestra e dal Partito Democratico. Una scelta che da un lato ha sbloccato una situazione di stallo grave ed inaccettabile, ma dall’altro lato ha privato l’opposizione di centrodestra di un suo rappresentante nella massima Corte italiana.
Le nuove toghe sono Franco Modugno, che ha ottenuto 609 voti, Augusto Barbera (581) e Giulio Prosperetti (585). E arrivano grazie a un accordo Pd-M5S su cui si promette polemica. “È molto grave che la Corte Costituzionale non abbia al suo interno neanche un giudice che appartenga al centrodestra”, ha detto il leader di Forza Italia Silvio Berlusconi. Una “svolta” resa possibile dalla decisione di Matteo Renzi di rompere l’asse privilegiato con Forza Italia, abbandonando il candidato Francesco Paolo Sisto al suo destino, per accettare di votare il nome indicato dai Cinque stelle.
La terna, proposta dal Pd, ha prima ricevuto il via libera da Ap e poi ha incassato anche quello del M5S che ha discusso e approvato l’offerta dem al termine di un’assemblea dei deputati convocata ad hoc. Una accelerazione arrivata in mattinata, dopo un acceso confronto nell’Aula di Montecitorio tra lo stesso Renzi, giunto alla Camera per riferire in vista del Consiglio europeo, e il capogruppo forzista Renato Brunetta. Il quale, mentre il premier chiedeva unità nazionale sulla politica estera, lo ha interrotto più volte, attaccando la finanziaria, fatta di “mance e marchette”.
Le ripercussioni dello scontro non si sono fatte attendere. Il Pd ha immediatamente dato l’ok per sostenere Franco Modugno alla Consulta, al posto di Sisto, in cambio del sì del M5S ad Augusto Barbera. A completare la terna, il giuslavorista Prosperetti di area centrista. Mentre Forza Italia ha deciso invece di non prendere parte alla votazione.
“Renzi ha preferito su tre giudici costituzionali da eleggere, di volerne due di maggioranza e il terzo di opposizione e affidare il ruolo dell’opposizione al M5S. Se ne assume tutte le responsabilità del caso”, l’accusa di Brunetta. La Lega parla di “scambio di voti in Parlamento” e accusa il M5S : “La loro presunta verginità ai giochini di palazzo è durata ben poco, votando Barbera in cambio di Modugno paleseranno finalmente la loro subalternità a Renzi”.











