Oltre seimila nuovi fascicoli aperti nel 2016 che si sommano ai 14mila già pendenti con una media di 3.530 fascicoli per ogni magistrato, compreso il Procuratore regionale. Una sezione, quella pugliese, che si pone al primo posto in Italia per numero di denunce pervenute nel 2016 che, per numero di fascicoli pendenti, ma anche per carico medio per magistrato. Sono questi alcuni dei numeri snocciolati stamane all’inaugurazione dell’anno giudiziario della sezione pugliese della Corte dei Conti.
Alla presenza delle autorità il Presidente della sezione pugliese, Mauro Orefice, e il Procuratore regionale, Carmela de Gennaro, hanno tenuto la loro relazione di apertura.
I due magistrati hanno rappresentato la situazione pugliese e le novità introdotte nel 2016 e la relativa ricaduta nell’attività del Tribunale contabile.
“L’esercizio 2016 – ha affermato il Presidente Orefice – ha rappresentato un momenti centrale per l’entrata a regime della riforma contabile sia per lo Stato che per gli Enti territoriali”. Quello appena conclusosi, in effetti è stato l’anno del bilancio armonizzato per gli Enti territoriali. “La centralità del processo di armonizzazione dei sistemi contabili e degli schemi di bilancio degli enti territoriali – ha continuato il presidente pugliese – costituisce invero elemento cardine per rendere più trasparenti e credibili i conti degli enti territoriali in una operazione verità fondata sul riaccertamento straordinario dei residui attivi e passivi di Regioni ed Enti locali che in uno con l’istituzione di un “idoneo” fondo crediti di dubbia esigibilità, costituisce strumento basilare per la partenza della nuova contabilità”.
Ma Orefice non perde occasione idi sollevare anche delle preoccupazioni nella sua relazione. In particolare sulla tutela del pubblico erario: “La Commissione parlamentare di inchiesta sui costi degli enti costituiti o partecipati nonché delle società partecipate o controllate dallo Stato, dalle Regioni, dalle Province e dai Comuni ha osservato la notoria inefficienza delle società a partecipazione pubblica i cui costi, gravano sul bilancio degli enti pubblici di controllo”.
A destare perplessità invece è il “condono erariale” esteso ad entrambi i gradi di giudizio dove ad avviso di Mauro Orefice non si può scelta la strada più semplice dell’incameramento certo ed immediato di somme quasi fosse una sorta di “patteggiamento” al fine di garantire il credito erariale.
“Fa male – ha commentato il giudice – vedere i responsabili di fatti dannosi, accertati con sentenza, continuare tranquillamente a svolgere la loro attività nella pubblica amministrazione come se nulla fosse accaduto”.
Si sofferma, tra le altre cose, anche sull’entrata in vigore del nuovo Codice di giustizia contabile (decreto legislativo 174 del 26 agosto 2016). Con il nuovo Codice sono state ricondotte in un unico testo le disposizioni processuali di tutte le tipologie di giudizi che si svolgono davanti alle Sezioni Giurisdizionali e Centrali della Corte dei Conti. “Il decreto -dice il Giudice – non si limita ad una raccolta organica e sistemica delle disposizioni ma, introduce significativi elementi di novità nella disciplina del processo contabile, con lo scopo di renderlo più celere ed adeguato ai tempi, rafforzando le garanzie della difesa, senza al contempo indebolire l’interesse pubblico”.
La cattiva gestione e lo sperpero di risorse pubbliche è stato oggetto anche della relazione del Procuratore regionale Carmela de Gennaro. Le segnalazioni da parte dei cittadini testimoniano quanto l’affidamento dei predetti nei confronti della giurisdizione di responsabilità sia pienamente radicato nella coscienza collettiva, quale aspettativa irrinunciabile del principio di legalità”.
“Molte sono state le pronunce in materia di uso distorto dei contributi pubblici e, in specie, dei finanziamenti comunitari. In particolare, per la Regione Puglia, nei primi 8 mesi del 2016 risulta una spesa irregolare per circa sei milioni di euro a valere sul Fondo europeo agricolo di orientamento e garanzia (Feaog), in netto aumento rispetto al 2015 (420mila euro circa), anno in cui peraltro sono emerse irregolarità per oltre 250mila euro a valere sul Fondo europeo di sviluppo regionale”.
“Il costo sociale dei fenomeni di mala gestio -ha continuato il magistrato – risulta essere particolarmente elevato”. E poi ancora “in tale contesto che riconosce rilevanza costituzionale ad una giurisdizione amministrativa-contabile tesa al perseguimento delle responsabilità e finalizzata al ristoro dei danni alle pubbliche finanze, allora, non può che auspicarsi una riforma che riconosca la giurisdizione del Giudice contabile ogni qual volta sussista un danno pubblico, anche minimo, senza ulteriore requisito o condizione”.











