Anche Corvino, nel corso di una conferenza stampa, torna a parlare dei famosi obiettivi del club Lecce, già snocciolati da Sticchi Damiani nel corso della sua conferenza stampa. E ne parla in maniera euforica, contento per avere rispettato ciò che era stato concordato.
Il direttore dell’area tecnica si presenta ai microfoni della stampa dopo tanto tempo, non parlava infatti da dopo il mercato invernale. Per sua stessa ammissione avrebbe potuto prendere la parola mentre si stavano affrontato momenti di luce o dopo alcuni momenti di buio.
Come già detto da Sticchi Damiani, si è giunto alla fine di un ciclo triennale, e si è alla vigilia di uno nuovo. L’analisi del fine ciclo può coincidere in alcuni punti con l’analisi di fine stagione: gli obiettivi raggiunti, in termini economici e sportivi.
L’arrivo del direttore dell’area tecnica, fortemente voluto da Sticchi Damiani, è stato seguito da un momento di presa per mano e inizio di un percorso comune. Il primo obiettivo era quello di un riequilibrio finanziario, e con tale finalità è nato il matrimonio con l’US Lecce. Il secondo obiettivo dato dal presidente è stato quello di poter raggiungere dei traguardi sportivi. La risposta del direttore Corvino, anche se non esplicitamente detta al presidente, ha riguardato il raggiungimento di altri traguardi, non solo economici. Pur nella consapevolezza della difficoltà del raggiungimento di tutti gli obiettivi contemporaneamente.
In sede di presentazione, ricorda sempre Corvino, non a caso lui dichiarò di voler riportare il Lecce e la Primavera laddove le aveva lasciate. Oggi il Lecce è in A e la Primavera ha appena conquistato lo scudetto. Tutto ciò in un’ottica di pareggio di bilancio. Dunque, tutti gli obiettivi sono stati raggiunti.
Il costo dei cartellini sommato al monte inganni per la gestione del parco giocatori del Lecce ha raggiunto poco più di ventotto milioni di euro, una gestione al di sotto delle rivali concorrenti (basti pensare alla Salernitana che ha speso 30 milioni solo per l’ingaggi).
Le riflessioni del direttore, alla vigilia del secondo ciclo, hanno riguardato gli aspetti per i quali è stato convocato a Lecce, e ciò in primis la gestione del riequilibrio finanziario.
Il direttore ha fatto un passaggio anche sulle critiche, ammettendo che in uno stato democratico fanno parte del gioco e che conosce perfettamente le dinamiche per le quali qualcuno può innalzarti al cielo, ed altri criticare. Una critica, a detta di Corvino, che arriva dal sangue del suo sangue calcistico. Critica non compresa, ma rispettata da Pantaleo Corvino, e utilizzata come spinta ad andare avanti e a migliorare.
Le riflessioni, arrivate a fine stagione, non sono figlie delle critiche di cui sopra, comprese e ragionate, ma figlie di un percorso e di un ragionamento fatto col presidente Sticchi Damiani. Un ragionamento che va a finire sempre alla presa di coscienza che la realtà economica del Lecce non è pari alle altre, ma è ultima. E l’unica strada è dire la verità, è ammettere questo ultimo posto e a non nascondersi. Forse in questo modo la strada delle critiche può prendere la linea corretta della motivazione e non della demotivazione. L’invito dello stesso Corvino è di rimanere uniti e compatti per vincere nuove sfide. Chiunque lavora sbaglia, ammette Corvino. E a Lecce, con pochissime risorse, l’errore è all’ordine del giorno.
Dal colloquio con il presidente, dunque, si è deciso di ripartire, confermando l’obiettivo del risanamento finanziario (difficilissimo coniugando gli obiettivi che, comunque, sono stati raggiunti) e parlando chiaro e in maniera trasparenza. Da qui, l’appello ad essere uniti per rendere il Lecce più forte.











