HomeCronacaCosa sono i PFAS? Domani Greenpeace a Bari per “Acqua senza veleni”

Cosa sono i PFAS? Domani Greenpeace a Bari per “Acqua senza veleni”

Nel luglio 2023 ci eravamo già occupati di una manifestazione che aveva portato alla luce, attraverso una mostra fotografica chiamata “Operazione mare caldo” nell’ex palazzo delle Poste a Bari, la criticità legate al clima impazzito e il surriscaldamento climatico e delle nostre acque. A un anno e mezzo di distanza Greenpeace si occupa nuovamente di un altro tema molto caro alla nostra salute. Parliamo della spedizione “Acque senza veleni”. Sono iniziati infatti già da alcune settimane in diverse regioni del centro sud una serie di campionamenti atti a verificare la presenza nell’acqua che beviamo quotidianamente di PFAS (sostanze poli- e per-fluoroalchiliche), ovvero un gruppo di sostanze chimiche pericolose per la salute e per l’ambiente, tanto da essere conosciute come “inquinanti eterni”.

Il tema è molto attuale se si pensa che proprio la Commissione Europea lo scorso 20 settembre ha deciso di porre delle importanti restrizioni ad un sottogruppo di PFAS al fine di proteggere la nostra salute.  Come indicato in una nota stampa infatti, si tratta di decisioni prese al fine di mitigare un rischio non adeguatamente controllato. Le restrizioni serviranno a vietare la vendita e l’uso di tali sostanze in prodotti di uso comune e quotidiano: giacche per la pioggia, contenitori di pizza, spray contenenti acqua come ad esempio il deodorante o cosmetici per la cura della propria pelle.

Le restrizioni entreranno in vigore nei 30 giorni successivi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e avranno effetto per un periodo transitorio tra 18 mesi e 5 anni, di modo tale da consentire la sostituzione con alternative più sicure.

Queste sostanze, una volta disperse nell’ambiente, si degradano infatti in tempi lunghissimi e possono inquinare fonti d’acqua, aria e coltivazioni. Attraverso l’acqua e gli alimenti, queste molecole possono quindi diffondersi nel nostro sangue, con gravi rischi per la salute. Una di queste sostanze, il PFOA, è stato ad esempio classificato come cancerogeno per le persone, mentre l’esposizione a diverse molecole PFAS può causare problemi alla tiroide, diabete, danni al fegato e al sistema immunitario, cancro al rene e ai testicoli e impatti negativi sulla fertilità.

La spedizione dell’organizzazione ambientalista ha preso il via lo scorso 23 settembre toccando finora 102 città del centro nord. Ora è il nostro turno.

«In Italia esistono diversi gravi casi di contaminazione, come in alcune aree del Veneto e del Piemonte, eppure i controlli ambientali promossi dalle istituzioni sono frammentari se non addirittura assenti in molte aree del Paese, mentre le analisi sulle acque potabili sono limitate solo a poche Regioni o porzioni di territorio. Questa inerzia rischia di trasformare l’inquinamento da PFAS in un’emergenza nazionale fuori controllo», afferma Giuseppe Ungherese, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace Italia.

I prossimi appuntamenti su Bari: domani, martedì 15 ottobre, alle ore 18:45 presso il Caffè Portineria (Via Roberto da Bari 58/A) si terrà un dibattito sulla questione PFAS. Interverranno: Rosanna Bellomo (Gruppo Locale di Bari di Greenpeace) e il Dott. Agostino Di Ciaula (Presidente comitato scientifico ISDE Italia e Presidente ISDE Puglia). Mentre mercoledì 16 ottobre, alle ore 9 a Bari, presso Piazza Federico II di Svevia, angolo via Boemondo, Arco Alto (di fronte all’ingresso del Castello Svevo) sarà effettuata l’attività di campionamento.

I risultati dei campionamenti che Greenpeace Italia effettuerà nelle prossime settimane saranno resi noti a inizio 2025.

Locandina della Manifestazione.
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