Davide Marotta è nato a Napoli, classe ’62. Dopo alcune esperienze teatrali viene notato da Dario Argento che nel 1985 lo porterà al Cinema. Per dieci anni è stato testimonial di una serie fortuna di spot per la casa fotografica Kodak, e prosegue con alcune esperienze televisive e apparizioni chiave, come nel 2004, scelto da Mel Gibson ove nella “Passione di Cristo” lo si ritrova come bimbo in braccio a Satana.
Infatti Davide è affetto da nanismo, alto appena 1.15 cm lo scorso Natale si è catapultato sul grande schermo in compagnia dell’eterno ragazzo della commedia italiana, Leonardo Pieraccioni.
Davide, partiamo dall’altezza. Un metro e quindici sono stati il freno o proprio il volano della tua carriera artistica? E nella vita privata?
Freno? Vicino al freno c’è sempre un acceleratore, ed io ho preferito usare quello e buttarmi in cose più alte di me. Spero di averlo fatto bene, nel lavoro come nel privato.
Ventiquattro anni fa giravi un fortunata e simpatica serie di spot per la Kodak (con rullini fotografici ormai estinti) in cui impersonavi l’alieno Ciribiribì. Non trovi che oggi tra selfie e bacheche si sia persa l’autenticità delle immagini?
Una volta le foto erano ricordi personali, oggi è l’era dove si condivide tutto, dove tutto viene consumato velocemente. Sinceramente preferisco quei tempi passati.
Hai seguito il tour di Pieraccioni, Conti e Panariello. Da teatrante partenopeo quale sei, come hai trovato questo show?
Tre fuoriclasse, dove ognuno di loro riesce ad arricchire lo spettacolo con brio e senso scenico.
Sei passato da un ruolo dark ne “La passione di Cristo” all’esilarante James Bond in “Il professor Cenerentolo”, in cosa si rivede di più Davide?
Preferisco ruoli brillanti dove posso esprimere la mia verve tipicamente partenopea, anche se ho recitato ruoli comunque importanti come nel “Ritorno di Cagliostro” di Cipri e Maresco.
A proposito di Pieraccioni, è nata una bella amicizia tra voi due. Leonardo sovente racconta: “Molto spesso il personaggio non corrisponde alla persona.” Tu hai trovato differenze?
In questo caso credo che Leonardo sia l’espressione più vera dei personaggi dei suoi film, lui infatti è uno buono, altruista, disponibile, il nostro rapporto è splendido.
Spesso ci mandiamo messaggini e alla fine dei nostri discorsi ci lasciamo rigorosamente in napoletano. Lui dice allora: “A presto ed a rivederci Strunz!” ed io di rimando: “Certo Bischero, fancxxxo!”. Ovviamente il tutto condito di faccine e cuoricini (ci tiene a precisare, ndr) e tanta stima reciproca.
Progetti futuri? Film, teatro, cosa ti aspetta?
Per fortuna il lavoro non manca, tra poco riprendo a teatro con Carlo Buccirosso in “Una Famiglia Quasi Perfetta”. Poi a dicembre con Sal Da Vinci nel musical “Un italiano Di Napoli”, regia di Alessandro Siani. In televisione con “Made in Sud”, ed in primavera un piccolo ruolo in un film importante, che da buon Napoletano preferisco non svelare.











