E’ Nino Marmo, consigliere regionale di Forza Italia, l’autore di 200 emendamenti (sui 250 complessivamente proposti) alla legge di riforma dei Consorzi di Bonifica commissariati, attualmente al vaglio del Consiglio Regionale della Puglia.
Ed è lo stesso Marmo, a margine del dibattito svoltosi per tutto il pomeriggio di ieri, a spiegarne il senso e le motivazioni.
“Questo Disegno di Legge sui Consorzi di Bonifica non solo è privo di ogni logica politica – che certificheremo in Aula punto per punto con i nostri 200 emendamenti – ma presta il fianco ad una puntuale pregiudiziale da noi già sollevata e verbalizzata in sede di I commissione: il provvedimento manca di un requisito essenziale, cioè la copertura finanziaria!.
Resta il dato di fatto di un impianto legislativo maldestro che mira a sottrarre i Consorzi agli unici soggetti titolati, cioè gli agricoltori; a discriminare tra consorzi virtuosi, quelli dauni, e consorzi viziosi, quelli commissariati; ad unificare artificiosamente ben quattro Consorzi, orograficamente del tutto eterogenei, in un’unica struttura del Centro Sud; a dividere, arbitrariamente e pretestuosamente, le funzioni di bonifica da quelle irrigue; e a far trasmigrare queste ultime – vero subdolo obiettivo finale – nelle competenze di un Acquedotto Pugliese, grande fagogitatore di ogni risorsa idrica del territorio.
“A dirla tutta, siamo di fronte ad un autentica azione di esproprio del Governo regionale ai danni di tutti gli agricoltori pugliesi. Un esproprio le cui modalità, richiamate da questo disegno di legge, saranno sottoposte al controllo della Presidenza del Consiglio dei Ministri e della Corte dei Conti”.










