Una cittadina che rischia di diventare un polo di attrazione per il Salento, ma non certo per il turismo o l’enogastronomia, ma per i rifiuti, concentrati in una piccola area territoriale a pochi chilometri da Lecce. Questo è quanto paventato dai consiglieri comunali di Forza Italia di San Cesario.
“Una porzione di territorio tra Cavallino, San Cesario e San Donato sta per diventare la capitale dei rifiuti: inaccettabile silenzio di chi amministra San Cesario”, lo dichiarano in una nota i consiglieri comunali di opposizione del Comune di San Cesario, Fernando Coppola – peraltro Vice Presidente della Provincia di Lecce – e Massimo Liaci, entrambi vicini a Forza Italia.
“Sono decenni – proseguono – che denunciamo il silenzio e la connivenza di chi amministra San San Cesario e che così ha regalato ai propri cittadini le discariche in località LeMate e Guarini, a poche centinaia di metri dall’abitato urbano”.
“Siamo stati noi – dicono i due – a rivelare mesi fa alla cittadinanza che nei cassetti tenuti chiusi a chiave dal Sindaco Romano giacevano le carte relative all’ampliamento della discarica, dalle quali si evince peraltro che il Comune non ha mai espresso nelle sedi e nelle forme proprie la sua contrarietà. Mentre, come apprendiamo purtroppo solo dai giornali, l’iter prosegue, dal Sindaco e dalla sua maggioranza che non hanno mai avuto pubblicamente una posizione chiara sulla questione continua a giungere un assordante silenzio”.
“Se ha a cuore le sorti dei suoi concittadini il Sindaco intervenga sul Presidente della Regione, del suo stesso partito, perché si dica finalmente basta alle discariche e si chiuda diversamente il ciclo dei rifiuti e, insieme a tutto il Consiglio Comunale, valuti se ci sono ancora i margini per evitare che il territorio intorno a San Cesario diventi la fogna di Puglia”.
Qualche settimana fa, intanto, sulla discarica di Cavallino e sulla situazione ambientale del comprensorio a pochi chilometri da Lecce era intervenuta la senatrice M5S Daniela Donno con una interrogazione parlamentare. La città è la sede, infatti, di due impianti di trattamento dei rifiuti e di una discarica.
“Sono davvero troppi tre impianti attivi in una piccola città di 12mila abitanti -recita un comunicato della Donno – che si trovano costretti a respirare le emissioni di discariche e impianti di trattamento rifiuti costruiti a due passi dalle abitazioni e dalle scuole. Con il rischio più volte sollevato da Arpa, Asl, e CSA (Centro Salute Ambiente Provincia di Lecce) che il percolato contamini la falda acquifera profonda”.











