Intrinsecamente legato al mondo del cinema italiano di provincia, nello specifico nella ridente toscanità della commedia, Domenico Costanzo si concede una bella chiacchierata per i lettori di Puglia In.
Sceneggiatore, regista, attore, un universo legato a doppio filo con una combriccola di amici del calibro di Pieraccioni, Conti e Panariello, oppure con sfumature poliglotte si può arrivare in Campania, ingaggiando il simpaticissimo Marotta o Salemme.
Costanzo non risparmi legami affettivi e sogni, per un progetto che da molto tempo cova nel cassetto.
Domenico, è più difficile fare il regista o l’attore di un film?
“Sicuramente il regista perché bisogna convincere qualcuno ad investire ingenti somme di denaro in un copione in cui credi. Io faccio l’attore solo per divertimento e non perché voglio farlo come lavoro, mi chiama solo Leonardo Pieraccioni come attore nei suoi film, in ruoli relativamente semplici soltanto per passare allegramente del tempo insieme. Comunque non recito male e se chiamasse Spielberg lo farei anche di lavoro.”
Cosa differenzia secondo te la scuola toscana da quella napoletana, nella recitazione?
“Le differenze sono molteplici, noi toscani abbiamo una comicità un po’ più sarcastica, graffiante. La loro, molto più legata alla mimica ed ai simpatici modi di dire. Noi abbiamo avuto grandi maestri come Monicelli, Benigni ed anche lo stesso Pieraccioni. I napoletani hanno avuto Troisi, e oggi hanno Sorrentino, Salemme, Siani e anche il grande Davide Marotta il mitico Ciribiribì Kodak.”
Nel 2014 hai realizzato il videoclip de “La cravatta del venerdì”, nel suo ultimo album di inediti Ligabue ha pubblicato un singolo: “E’ venerdì, non mi rompete i coglioni”, è così cruciale nello svolgimento della settimana il quinto giorno?
“Il venerdì è uno dei giorni che ho sempre amato di più perché pensi che il weekend sia alle porte, è un giorno pieno di speranze… Fosse sempre venerdì!”
Hai scritto assieme a Pieraccioni e Veronesi, l’ultimo film di Leonardo “Il professor Cenerentolo”, uscito nelle sale cinematografiche nel 2015. Seguendo la cadenza biennale di questi film, ci sarà il tuo zampino anche per questo Natale?
“Leonardo quest’anno non farà film quindi ci sarà uno stop di un anno in più rispetto agli altri, spero nel mio zampino anche nella prossima pellicola ma di certezze nel mondo del cinema ce ne sono veramente poche. Finché non firmi il contratto non puoi essere certo di nulla. Comunque la collaborazione con Leonardo prosegue sempre, speriamo bene!”
Seguito il “Panariello, Conti, Pieraccioni show”? Come ti è sembrato.
“Loro tre sono affiatatissimi sia come amici che come artisti, si conoscono da anni e si divertono a stare insieme sotto tutti i punti di vista, e quindi il risultato non può che essere uno spettacolo con grande armonia comica!”
Progetti per il futuro?
“Il mio più grande sogno artistico è quello di poter realizzare un film tratto da una mia storia autobiografica intitolata ‘Le lucciole nel bicchiere’, che narra la mia permanenza in un collegio di suore nell’infanzia, ma è un film difficile e non sarà facile.
Io però non mi arrendo e proseguo in questo tentativo a testa bassa ‘nessun sogno è troppo grande, nessun sognatore è troppo piccolo’. Inoltre ho realizzato ‘Il coraggio di vivere’, un documentario per l’associazione Sahara Libero Onlus sulla popolazione Saharawi; E ho scritto la sceneggiatura di ‘The Last fighter’ per la regia di Alex Baccins, un action movie che verrà distribuito a livello internazionale.”











