Inchiesta – Donare il sangue in Puglia – chi può donare e cosa [4]

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Donare è importante, è un gesto che rappresenta la risposta sociale ad un problema sociale. Chi può donare e cosa si dona effettivamente?

Ci sono delle premesse indispensabili: il donatore deve essere un individuo sano, di età’ compresa fra i 18 ed i 65 anni, cui peso corporeo non deve essere inferiore ai 50 Kg. Al donatore devono essere riscontrate pulsazioni comprese tra 50 e 100 battiti/min, pressione arteriosa sistolica – massima – tra 110 e 180 mmHg, diastolica – minima- tra 60 e 100 mmHg . Inoltre deve essere verificato il valore dell’emoglobina, che deve avere un livello minimo di 12,5 g/dl nelle donne e di 13,5 g/dl negli uomini. In casi particolari, a giudizio del medico, possono essere ammessi alla donazione anche coloro i quali presentano livelli di emoglobina inferiori ai limiti indicati.

Non può donare chi ha comportamenti a rischio come l’assunzione di sostanze stupefacenti, alcol, chi ha rapporti sessuali ad alto rischio di trasmissione di malattie infettive, chi è affetto da infezione da virus HIV o portatore di epatite B o C. È escluso dalla donazione anche chi fa uso di steroidi o ormoni anabolizzanti.

Il giorno della donazione non è necessario essere a digiuno ma è consentita una leggera colazione a base di frutta fresca o spremute, tè o caffè poco zuccherati, avendo cura di evitare latte e suoi derivati.

Arrivato nel centro preposto, per prima cosa il donatore dovrà compilare il modulo informativo e di consenso al prelievo, per poi affrontare un colloquio con il medico che effettuerà una visita preliminare e alcuni esami per stabilire i valori sopra descritti e confermare l’idoneità. Si potrà poi procedere alla donazione.

Si può donare il sangue intero, il plasma, le piastrine o si può procedere ad una donazione multipla di emocomponenti.

Il volume del prelievo di sangue intero è stabilito dal decreto ministeriale 3/3/2005 e corrisponde a 450 millilitri. Tale quantitativo è stato determinato in modo da garantire un’adeguata preparazione degli emocomponenti e l’assenza di complicanze per il donatore. È prelevato un ulteriore campione non superiore a 30 ml per i controlli sierologici previsti dalla legge.

La plasmaferesi è la donazione di solo plasma con restituzione al donatore degli altri componenti del sangue. Il plasma, o meglio le sue frazioni, sono indispensabili per curare molte malattie. L’albumina, ad esempio, è usata per pazienti con gravi malattie al fegato, i fattori della coagulazione per i pazienti emofilici, le gammaglobuline per prevenire o curare diverse malattie infettive. La plasmaferesi da donatore si esegue con un’apparecchiatura filtrante che trattiene la componente ematica di cui si ha necessità, restituendogli i restanti elementi.

Per quanto riguarda la donazione multipla di emocomponenti, operata mediante l’impiego di separatori cellulari, è oggi possibile effettuare, ad esempio una eritroplasmaferesi (donazione di plasma e globuli rossi), eritropiastrinoaferesi (donazione di globuli rossi e piastrine), una donazione di piastrine raccolta in due sacche o una plasmapiastrinoaferesi ossia donazione di plasma e piastrine.

Esiste anche la possibilità di autotrasfusione: una procedura che consiste nel trasfondere al soggetto unità del suo stesso sangue. La modalità più utilizzata in questo caso è il predeposito, una tecnica con la quale si preleva il sangue dal donatore che sarà anche ricevente, per compensare le perdite di sangue che si possono verificare nel corso di interventi chirurgici programmati.

È la legge a stabilire il numero di donazioni possibili per individuo nel corso dell’anno: per il sangue intero non si devono superare le quattro volte per l’uomo e le due per la donna in età fertile. L’intervallo tra due donazioni non deve essere inferiore a novanta giorni. Ulteriori limitazioni riguardano nello specifico le donne: non possono donare sangue durante il ciclo mestruale o la gravidanza e per un anno dopo il parto, quelle sottoposte a terapia anticoncezionale non devono sospenderne l’assunzione quotidiana e chi è in menopausa può donare anche quattro volte all’anno.

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