HomeEconomia & SviluppoEconomiaDraghi ora teme il complotto

Draghi ora teme il complotto

Ci sarebbero gruppi di pressione, lobby, o comunque conglomerati finanziari che puntano a tenere bassa l’inflazione nell’Eurozona. Così s’è espresso il presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi cui ha aggiunto: “Faremo di tutto perché ciò non avvenga, agire troppo presto è meglio che agire troppo tardi.”

Infatti, nonostante il mandato della BCE sia quello di garantire la stabilità dei prezzi in un crescendo del 2% annuo, i tassi inflattivi si attestano intorno allo 0.4% (durante il 2015 è stato fermo allo 0.2%). Una debolezza al passo con la crisi dei consumi che preoccupa perfino la BoJ (Banca Centrale del Giappone) che ha applicato tassi negativi sui depositi. In sostanza le banche nipponiche per tenere liquidità presso l’istituto centrale pagano, anziché essere remunerate. Manovre di politica monetaria atte a scuotere il denaro contante in giacenza per “costringerne” la circolazione.

Altro punto di preoccupazione è la garanzia sui depositi, oggi nazionale ma che le autorità a Strasburgo vorrebbero europee per garantire un eguale margine di protezione a prescindere dalla giurisdizione in cui gli Istituti di credito operano. Vexata quaestio della fatidica Unione Bancaria mai realizzata del tutto, che oggi mostra le sue debolezze di fronte al Bail In. Dopo il caso di Banca Etruria un brivido corre dietro la schiena dei correntisti timorosi di vedere in fumo i propri risparmi.

In un momento di massima sfiducia verso i mercati azionari, bancari, finanziari ed assicurativi, dopo le varie oscillazioni negative di questi anni, andare a rimuovere gli ultimi baluardi di sicurezza e tutela pare proprio il cappio stretto al collo di un moribondo. Se non sorrideva, ora neanche piange più.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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