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Draghi teme la Federal Reserve

È stato candidamente onesto il presidente Americano Donald Trump: “Svaluteremo il dollaro per rendere più competitivi i nostri prodotti sul mercato europeo”, affermazione che ha sbeffeggiato il prestigio commerciale del Vecchio Continente, con la cancelliera Angela Merkel piccata: “Il valore dell’euro dipende da molti fattori, legati alla Bce, che è un organo indipendente.”

E in effetti siamo partiti al contrario, perché di principio c’è stato un attacco non troppo implicito, su una rivista americana, alla Germania colpevole di utilizzare un marco camuffato per fare surplus commerciale con gli Stati Uniti ed il Mondo. Ovvero un euro svalutato rispetto alla propria industria, che rende i prodotti teutonici più convenienti e permette loro di essere in attivo sulla bilancia delle esportazioni di ben 297 miliardi di dollari. Mentre gli Usa sono in deficit per 478 miliardi.

La rotta dovrebbe cambiare bruscamente, e la guardiana della moneta unica è preoccupata sul futuro dell’Unione, nulla toglie che sia proprio la Germania ad abbandonare per prima, una volta esautorato il potere taumaturgico, l’euro e tutti i filistei.

Nel frattempo però la BCE di Mario Draghi si mette ai ripari promettendo un proseguo del quantitative easing anche oltre il 2017 se servirà, quindi pompando moneta nei circuiti bancari per mantenere basso il livello della moneta e dei tassi di interesse.

Tuttavia crescita ed inflazione non si vedono, segno che l’efficacia di questi provvedimenti sia fragile e discutibile per i cittadini europei. Questo Trump lo sa e sfrutterà a pieno le debolezze nostrane, complice anche l’uscita del Regno Unito dall’Unione per affossare la maschera con cui si sono camuffati i tedeschi per fare affari.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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