E’ un Michele Emiliano sul piede di guerra, quello che promette di scatenare l’inferno a Brindisi e fare piazza pulita delle tigri di carta che fino ad oggi l’hanno governata (però con il fondamentale supporto dei voti dei consiglieri comunali del Partito Democratico). “Adesso riprendiamoci la città di Brindisi e allontaniamo le tigri di carta, quei palloni gonfiati che ancora sperano di spaventare qualcuno. Sorridete loro e dite: la vostra epoca è finita, noi adesso governiamo liberamente. Il Pd è con voi e vinceremo, per cui scatenate l’inferno”.
Non lo cita mai direttamente, ma è chiarissimo il riferimento continuo a Mimmo Consales, sindaco dimessosi dopo la notifica degli arresti domiciliari sabato scorso con l’accusa di truffa e frode nell’inchiesta sui rifiuti.
Ed è una difesa appassionata (anche se stirata, a dirla tutta) del Partito Democratico baluardo di legalità.
“Da domani bisogna darsi da fare, occorre aprire il comitato elettorale e lo dobbiamo fare in fretta. Non so se ci sarà una folla di martiri, in ogni caso, siamo pronti a organizzare le primarie. Se qualcuno sta coltivando l’idea della candidatura, che lo faccia con amore pensando davvero a questa città”.
Da dove bisogna, dunque ripartire? E’ lo stesso Emiliano a rispondere.
“Il Partito democratico deve ripartire da se stesso. Mi sento di dire che quando un corpo sociale di un partito è pieno di persone libere, è possibile persino respingere Opa ostili come probabilmente è successo in questo caso a Brindisi. Qui c’è stato un tesseramento in cui il popolo del centrosinistra, il popolo del partito democratico, anche quelli che erano un po’ arrabbiati di fronte all’appello mio, di Sandra Antonica, del presidente della Provincia, sono usciti di casa e si sono andati a fare la tessera e hanno impedito ad alcuni altri, che con la nostra tradizione politica non hanno nulla a che fare, di entrare in questo luogo politico. Un luogo che viene dalla tradizione repubblicana, dalla Costituzione italiana, dall’antifascismo e dalla Resistenza. Noi siamo qui: oggi inizia non la campagna elettorale, ma inizia insieme a tutta la comunità brindisina una ennesima nuova storia in una città in cui tante volte si è dovuto cambiare pagina e ricominciare da capo. La forza dei brindisini da questo punto di vista è straordinaria”.
Resta da chiedersi se ci sono anche responsabilità (politiche, per carità) del Pd per una situazione amministrativa che ha contribuito fattivamente a costruire. Oppure quando le cose vanno bene è merito proprio, mentre per i fallimenti si è sempre alla ricerca di un capro espiatorio, o di una tigre di carta, parlando di Opa e di tesseramenti strani. Ma chi avrebbe dovuto controllare?











