Una tratta tra l’Italia e l’Albania per trasportare, al di sotto del Mare Adriatico, il Gas Naturale Liquido.
Situazione diversa dalla tanto vituperata (ed osteggiata) Tap? Sembrerebbe proprio di si (a cominciare dalla locazione scelta per l’approdo).
Il presidente Michele Emiliano parteciperà domani, giovedì 6 luglio, a Roma, alla conferenza stampa di Eagle LNG Terminal & Pipeline, per la presentazione del progetto di interconnector italo-albanese finalizzato alla realizzazione di un terminale di importazione e rigassificazione di GNL (Gas Naturale Liquido) costituito da nave FSRU ancorata in Albania e pipeline sottomarina per il trasporto del gas, in direzione italiana, e approdo in Puglia, a sud di Brindisi.
Il progetto Eagle LNG, dall’anno 2013, è compreso negli annuali decreti direttoriali del Ministero dello Sviluppo Economico con cui è aggiornata la Rete nazionale dei gasdotti.
L’Unione europea ha riconosciuto Eagle LNG quale progetto PECI (Project of Energy Community Interest), qualifica assegnata esclusivamente a dieci infrastrutture, per l’approvvigionamento di gas, ritenute strategiche per gli interessi energetici continentali.
Eagle LNG si fonda su un progetto a basso impatto ambientale, tanto in Albania (nave di rigassificazione ancorata a cinque chilometri da una costa pressochédisabitata e di scarsa rilevanza ambientale), quanto in Italia. L’approdo in Puglia, a sud di Brindisi, è stato individuato a seguito di SIA (Studio di Impatto Ambientale). Il percorso a mare della pipeline non attraversa posidoneti. L’area che potrebbe interessare l’approdo del gasdotto non ricade in aree protette, ha un basso sviluppo urbano ed è prossima alle reti stradali e al punto di connessione con la rete di trasporto di Snam Rete Gas.











