Inizia la resa dei conti all’interno del Partito Democratico verso la fase congressuale? Che Renzi abbia stritolato tutti, in primis i suoi compagni di partito, è un dato di fatto, basti vedere le ultime direzioni nazionali, diventate di fatto il luogo del comizietto di turno senza possibilità di dibattito e di confronto.
Che tutto sia stato deciso nelle stanze di Palazzo Chigi e nel tratto della A1 tra Firenze e Roma è un altro dato di fatto.
E che questo abbia contribuito, probabilmente non poco, alla disfatta elettorale che soltanto una persona molto, ma molto ottimista avrebbe potuto leggere come una mezza vittoria (eppure il 40% dei consensi l’abbiamo conquistato da soli… n.d.r.) prima sottolineando (quando i sondaggi lo davano al 60%) e poi rifiutando la personalizzazione del voto costituzionale, è una cosa che tutti gli opinionisti politici hanno messo in conto.
Ed ora c’è proprio quel conto da pagare al ristorante del Pd.
Si va verso il congresso e sono in molti a volersi smarcare da Renzi. Anzi, come viene spesso detto, si allarga la schiera di coloro che vogliono superare il renzismo. Ed in prima linea c’è Michele Emiliano che, in un sabato di dicembre, viaggia tra Roma e Milano per parlare prima con Speranza e poi con Laforgia al grido di “tutti insieme pensiamo a come superarlo”.
Un congresso difficile ed al tempo stesso affascinante per il Governatore della Puglia
Michele Emiliano ha partecipato ieri pomeriggio a Milano alla iniziativa “Può nascere un fiore” organizzata dal deputato milanese Francesco Laforgia. E proprio il Presidente della Puglia, e non è un mistero, è da sempre ostico nei confronti del “giglio bianco” fiorentino che lo scorso 4 dicembre ha lasciato il suo posto di Premier dopo l’esito delle urne.
“Questa che abbiamo di fronte è l’epoca del coraggio e della verità. Basta con i tatticismi delle correnti e di coloro che sono preoccupati solo della propria sopravvivenza politica”.
Durante l’intervento ha raccontato la sua presenza all’iniziativa organizzata da Speranza: “vengo da Roma, dove ho detto a Roberto Speranza che la smania di battere Renzi ci fa fare alle volte scelte accelerate, ma ora serve riflettere. Proviamo a costruire prima il programma alternativo, impegnandoci ad unire tutto il mondo alternativo al “renzismo”. È presto per parlare di nomi. Altrimenti facciamo l’errore di Matteo Renzi. Dobbiamo ricostruire una comunità, un collettivo, perché serve un partito non un uomo solo al comando. Le valutazioni sul nome che unisce tutti le faremo dopo, anche perché dobbiamo coinvolgere un fronte più largo della fotografia di oggi (Emiliano, Speranza e Rossi, ndr).”
Emiliano ha poi individuato nel fallimento delle politiche per i giovani la vera e propria rivolta contro il PD nelle urne referendarie: “Avevamo promesso di dare certezza al futuro dei giovani ed invece ci siamo limitati a vietare il lavoro ai pensionati anche quando erano in grado di lavorare con forza e competenza. In questo modo abbiamo raddoppiato il danno, deludendo le aspettative che avevamo suscitato tra i giovani”.











