Basta con il Sud piagnone ed aiutato dal Nord. Per il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, è tempo di intervenire sulle questioni referendarie, con la data della consultazione di Lombardia e Veneto su una maggiore autonomia, soprattutto fiscale.
“Non è più accettabile l’idea che il Nord sostenga totalmente il Mezzogiorno: io non sono – precisa il governatore – su una posizione diversa rispetto a Toti, Maroni e Zaia“.
Parole pesanti, dunque, che allineano Emiliano con le tesi sostenute soprattutto dalla Lega e dal centrodestra.
E poi parla anche di quello che è accaduto nello scorso fine settimana in Spagna, con il referendum in Catalogna.
Emiliano ha affrontato l’argomento intervenendo a ‘6 su Radio 1’ sul referendum per l’indipendenza della Catalogna. “Abbiamo l’impressione – ha detto – che il governo spagnolo, che era dalla parte della ragione, si sia perduto nel non dare a questo referendum la forza che questo poteva avere, ossia un elemento in una trattativa tra la regione più ricca della Spagna e il resto del paese”.
“Un tema – ha rilevato Emiliano – molto sentito anche nel nostro paese. Io – ha proseguito – non sono su posizione diversa rispetto a Toti, Maroni e Zaia: sono assolutamente d’accordo che chi produce più reddito di altre regioni debba avere la possibilità di utilizzare questo denaro in maniera superiore”.
“L’Europa – ha rilevato – funziona per regioni, non per Stati nazionali. Gli Stati nazionali purtroppo ancora oggi interferiscono e non riescono a gestire le grandi questioni di loro competenza come immigrazione, difesa e fisco”.
“Bisognerebbe – sottolinea Emiliano – rimettersi a far politica e a togliere i poliziotti dalle strade e soprattutto avere un’idea del futuro. Se la Lombardia è così ricca, è evidente che ha dei diritti nell’utilizzare il reddito che produce che sono superiori a quelli della Puglia che è meno ricca”.











