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Caprotti, Esselunga perde il suo genio

Nato il 7 ottobre 1925, si è spento ad una settimana dal suo 91esimo compleanno, Bernardo Caprotti, fondatore e guida per quasi sessant’anni del gruppo Esselunga, noto e conosciuto nella distribuzione alimentare.

L’iniziativa nacque nel 1957, con la possibilità di partecipare alla fondazione di alcuni supermercati in Italia per tramite di Nelson Rockefeller, poi nel 1965 Caprotti, che si occupava ancora del tessile, abbandona tutte le altre attività e si dedica a tempo pieno ai suoi negozi, denominando la catena per l’appunto, Esselunga.

Con oltre 140 punti vendita, diviene una vera e propria forza Nazionale, la peculiarità di questi market risiede in un unico centro di distribuzione centralizzato smistante e nella divisione in sezioni dei reparti, tratto distintivo americano.

Con una laurea honoris causa nel 2010 in Architettura donatagli dalla Sapienza di Roma, ha coronato una carriera fulgida, che nel 2013 all’età di 88 anni, lo porterà a lasciare tutte le cariche aziendali.

Tuttavia il capitolo più importante della vita di Caprotti, risiede nella sua lunga ed estenuante battaglia per sopravvivere nel mercato italiano, tutt’altro che libero. La lottizzazione delle Coop rosse ha segnato da sempre il monopolio di un settore, ove in Emilia o Toscana rasentava l’impossibile l’apertura di punti vendita concorrenti.

Uomo notoriamente silente, ruppe il digiuno di parole nel 2007 quando con la pubblicazione di “Falce e Carrello”, scoperchiò in un libro inchiesta tutto ciò che ha dovuto subire, da sindacati, politici, dipendenti, burocrazia. Nel 2008 il libro, al pari delle liste di proscrizione, fu ritirato dal mercato per una causa intentata da Coop Italia.

Nel 2011 tuttavia il giudice della Corte d’Appello di Milano rimette nel circuito commerciale il libro, asserendo questa motivazione: “Il ritiro delle copie di Falce e carrello e il divieto di pubblicazione ha una sostanziale valenza di sequestro e censura, provvedimenti che possono essere attivati solo in presenza di stampa oscena, plagio, apologia del fascismo e scritti privi dei requisiti per individuare i responsabili.” La giustizia si conclude con ciliegina sulla torta nel giugno 2012 quando, il gruppo Coop Estense, venne condannato a pagare una multa di 4milioni e 600mila euro, e a rimuovere tutti gli ostacoli alla concorrenza illegittimamente inflitti ad Esselunga.

Una vita di lavoro, sacrificio, sfide, carte bollate e successi contro un sistema incancrenito in logiche illiberali. Vinta la battaglia il 30 settembre 2016 si concede la pace eterna, ma quella “S” particolarmente lunga, continuerà a parlare di lui.

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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