HomeEconomia & SviluppoEconomiaEtichetta, da febbraio scatta obbligo di origine per grano, pasta e riso

Etichetta, da febbraio scatta obbligo di origine per grano, pasta e riso

Sono stati pubblicati sulla Gazzetta Ufficiale i due decreti interministeriali per introdurre l’obbligo di indicazione dell’origine del riso e del grano per la pasta in etichetta, firmati dai Ministri Maurizio Martina e Carlo Calenda.

I decreti prevedono una fase di 180 giorni per l’adeguamento delle aziende al nuovo sistema e lo smaltimento delle etichette e confezioni già prodotte. Quindi l’obbligo definitivo scatterà il 16 febbraio per il riso e il 17 febbraio per la pasta.

“Da metà febbraio – ha dichiarato il Ministro Maurizio Martina – avremo finalmente etichette più trasparenti sull’origine di riso e grano per la pasta. Il nostro obiettivo è dare massima trasparenza delle informazioni al consumatore, rafforzando così la tutela dei produttori e dei rapporti di due filiere fondamentali per l’agroalimentare Made in Italy. Non rinunceremo a spingere ancora in Europa perché questi provvedimenti vengano presi per tutta l’Ue”.

Il decreto grano/pasta in particolare prevede che le confezioni di pasta secca prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta le seguenti diciture: Paese di coltivazione del grano: nome del Paese nel quale il grano viene coltivato;Paese di molitura: nome del paese in cui il grano è stato macinato.Se queste fasi avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le seguenti diciture: Paesi UE, Paesi NON UE, Paesi UE E NON UE. Se il grano duro è coltivato almeno per il 50% in un solo Paese, come ad esempio l’Italia, si potrà usare la dicitura: “Italia e altri Paesi UE e/o non UE”.

Soddisfatta la Coldiretti Puglia che Gianni Cantele, sottolinea come “si mette fine all’inganno dei prodotti importati dall’estero e spacciati per made in Italy”.

Ma non tutti i commenti sono positivi. A parlare è Onofrio Giuliano, presidente della Confagricoltura di Foggia che sottolinea come “avremmo auspicato un processo di etichettatura europeo, e cioé l’estensione a tutti i Paesi comunitari. La situazione ci soddisfa, anche se non al cento per cento”.

Per come è la legge, infatti, questa disposizione varrà solo per il prodotto confezionato nel territorio italiano e distribuito nel mercato interno.

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Redazione
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