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Esplorare il Salento a piedi o in bici

Si susseguono senza soluzione di continuità le pubblicazioni di libri e guide che “raccontano” il territorio pugliese. Si differenzia dalle altre l’opera editoriale pubblicata da Capone Editore “Salento da esplorare”, firmata da Stefano Margiotta, dottore di ricerca in Scienze della Terra.

Il Tacco d’Italia al top delle destinazioni turistiche. La Puglia, ed il Salento in particolare, negli ultimi anni stanno scalando le classifiche di gradimento dei viaggiatori, tanto italiani quanto stranieri, rivestendo un ruolo di primissimo piano nell’ambito delle mete più gettonate. Patrimonio ambientale e naturalistico,  cultura, enogastronomia sono i punti di forza di un’offerta che si sta sempre più consolidando.

Come naturale che sia, si susseguono senza soluzione di continuità le pubblicazioni di libri e guide che “raccontano” il territorio pugliese. Si differenzia dalle altre l’opera editoriale pubblicata da Capone EditoreSalento da esplorare”, firmata da Stefano Margiotta, dottore di ricerca in Scienze della Terra.

L’autore propone ben ventinove itinerari turistici e geologici per scoprire baie, cavità, fossili, zone umide, rocce, incastonati in paesaggi naturalistici unici. Punto di forza della pubblicazione è la riscoperta delle diverse aree geografiche attraverso la storia millenaria che ne ha modellato scenari e caratteristiche geomorfologiche.

Accompagnato da grafici e suggestive immagini a colori, il testo del libro è suddiviso in base alle diverse epoche geologiche. E così,  si parte dal Cretaceo per passare poi al Paleocene – Oligocene e per proseguire con il Miocene. E ancora, il tour prosegue attraverso il Pliocene e il Quaternario. Specifici approfondimenti sono, quindi, riservati al fenomeno del Carsismo, al reticolo idrografico e alle acque sotterranee.

Come si legge nella parte introduttiva del libro “le rocce sono splendidi testimoni del tempo che passa. In esse sono leggibili i processi che hanno portato alla loro formazione, gli ambienti in cui si sono deposte, i meccanismi che hanno permesso di renderle visibili sino ai giorni nostri. Questi processi hanno originato i cambiamenti che viviamo quotidianamente i cui effetti possiamo comprendere solo in piccola parte avendo un altrettanto piccolo lasso di tempo per poterli osservare.

Se si eccettuano alcune grandi catastrofi (terremoti, tsunami, frane…), infatti, l’ambiente che ci circonda appare agli occhi dell’osservatore statico mentre, invece, è il risultato provvisorio di una serie di trasformazioni avvenute in centinaia di milioni di anni: non è un caso che sedimenti formatisi in fondali oceanici costituiscano rilevanti catene montuose”.

E ancora, con specifico riferimento al territorio pugliese “la lettura geologica del paesaggio del Salento implica, ovviamente, la ricostruzione degli eventi che lo hanno generato; una lettura che permette di valutare adeguatamente l’esposizione del territorio ai rischi naturali, di individuare i numerosi beni naturali e le georisorse presenti, e il miglior modo per gestirli. Non si può costruire un futuro se non si ha una adeguata conoscenza del proprio passato: in quest’ottica, la comprensione geologica del territorio diventa tassello indispensabile per la pianificazione territoriale e per il godimento consapevole del paesaggio”.

Il volume, suddiviso in nove capitoli legati alle diverse ere geologiche ed agli elementi peculiari del territorio, è impreziosito da tante curiosità ed utili indicazioni per i viaggiatori in seno a ciascuno degli itinerari presentati.

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