Una vertenza che ormai dura da anni. Una illusione, quella di Tua Autoworks che avrebbe rilanciato l’opificio ex Om Carrelli Elevatori di Modugno, alle porte di Bari, per produrre auto elettriche italiane, l’annuncio delle istituzioni durante la scorsa edizione della Fiera del Levante: foto, interviste e grandi sorrisi. Speranze vane perchè mentre si stringevano le mani e si sorrideva ai fotografi si portavano i libri in tribunale per aprire il concordato fallimentare.
E gli operai impegnati (o meglio, da anni non impegnati e con la cassa integrazione scaduta nello scorso mese di dicembre) nella fabbrica che non hanno altra strada che protestare, presidiare il palazzo della Giunta regionale e cercare di far sentire le proprie voci da chi si è assunto il compito di risolvere la loro situazione, o almeno di provarci.
E questa mattina, insieme ai sindacati confederali e di categoria, una nuova manifestazione sul lungomare barese, durante il quale gli operai ed i sindacalisti hanno incontrato il presidente della Giunta Regionale Michele Emiliano.
“Adesso ci sono delle manifestazioni di interesse che potrebbero anche diventare delle proposte vincolanti – ha detto Emiliano – alcune cose sono interessanti. Ovviamente sto attento a non diventare troppo ottimista perchè dopo tutto quello che è successo siamo più che scottati”.
“Io sono ancora speranzoso e positivo. Ma ho paura a parlare. E’ un vero incubo e non è facile trovare una soluzione. Ci sono situazioni concrete, ma non ancora strutturate e siccome siamo nella situazione del padre che sta dando in sposa sua figlia, siamo molto preoccupati perchè a questa ragazza gliene hanno fatti di tutti i colori”.
Sul possibile incontro con i sindacati per fare il punto della situazione Emiliano si è detto assolutamente disponibile: “ditemi voi quando e io sono pronto ad incontrarvi”.
Una reindustrializzazione che, del resto, è il passo pià difficile, ma anche l’unica soluzione per una situazione lavorativa di 300 persone che si fa sentire in tutta la sua drammaticità. Con la consapevolezza che, in caso di fallimento dei piani in corso, e senza ulteriori misure di amortizzazione sociale per tutti quanti la prospettiva è quella della ricollocazione lavorativa. Cosa che non è semplice, nè breve e nè certa.











