Un commissario tecnico innamorato della pallavolo e smanioso di parlare del suo progetto e della sua “creatura”. Una città affamata di grande pallavolo e con la possibilità di centrare i playoff.
Lo sport fucina di valori di una comunità, Molfetta patrimonio del territorio ed esponente di spicco nel sud Italia ed unica compagine militante nel massimo campionato di pallavolo maschile (Superleague): questi i dati inconfutabili riferiti dal ct azzurro Mauro Berruto, intervenuto nel pomeriggio di ieri a Molfetta, in occasione della visita fatta alla squadra, nell’ambito del suo tour tra “le città” della Superlega. È questa la verità di un incontro che dimostra il ruolo primario di un movimento che si fa sempre più spazio nel panorama pallavolistico italiano.
Ad affiancare il coach della nazionale maschile nell’incontro con la città e la stampa ci sono anche Guglielmo Minervini, assessore pugliese allo Sport, e Antonio Antonaci, presidente dell’Exprivia Neldiritto Molfetta.
”La città di Molfetta – ha sottolineato l’assessore Minervini – sta compiendo un percorso sportivo non indifferente. È di qualche giorno fa la nomina di Molfetta come Città europea dello sport 2016. A maggior ragione, quindi, do il benvenuto all’allenatore azzurro in un’eccellenza sportiva qual è Molfetta. Ormai si può affermare che la pallavolo qui è un fenomeno sociale popolare che davvero trascina tutta la città”.
Un’accoglienza calorosa anche quella del presidente Antonaci: “I risultati degli ultimi anni – le sue parole – sono arrivati dopo tanti anni di sacrifici e, non lo nascondo, di problemi. La visita del ct oggi è per noi un punto di partenza e non di arrivo. Da parte della società giunga il più grosso in bocca al lupo alla Nazionale per i prossimi appuntamenti, dopo il Mondiale direi che ne hanno bisogno più che mai”.
Le prime parole di Mauro Berruto sono state per l’allenatore dell’Exprivia Neldiritto Molfetta, Vincenzo Di Pinto. “Nulla succede per caso –rimarca il ct di Torino – il percorso di Molfetta è frutto di un duro lavoro, che batte tutte le difficoltà. Mister Di Pinto è il motore di questa lungimiranza, e il gruppo fa la sua parte, rispondendo alle direttive al meglio. A Molfetta abbiamo elementi giovani ed interessanti, come quelli del comparto centrale, Bossi e Candellaro, e Spirito, fra gli altri. Attualmente l’Exprivia Neldiritto difende la bandiera della pallavolo al sud, confermando l’apporto della Puglia all’intero movimento pallavolistico”.
Ma quali le motivazioni di questo tour di Berruto per le città protagoniste della Superleague? A rispondere è lo stesso selezionatore azzurro.
“E’ importante per me mettere in comune le idee con i miei colleghi di Superlega. Ritengo il lavoro “dietro le quinte” molto interessante, ed è questo il motivo che mi ha portato a conoscere da vicino l’impegno di Molfetta. La Nazionale deve essere il motore del movimento, ma parallelamente e in concomitanza con le società”.
Una nazionale che, ammette Berruto, non ha ottenuto i risultati sperati, soprattutto nell’ultimo Mondiale, ma che, in prospettiva, si impegna in una ripartenza vera e propria, iniziando con la fase intercontinentale di World League, e con l’appuntamento in Giappone con la World Cup.
Ma per l’Exprivia Neldiritto è già tempo di pensare al campionato. In ballo c’è un posto per i playoff scudetto tutto da conquistare ed una sconfitta, nello scorso fine settimana a Verona, da mettersi velocemente dietro le spalle. Questo pomeriggio sul terreno amico è di scena la Copra Piacenza, diretta concorrente dei pugliesi nella corsa all’ottavo posto della classifica. Attualmente sono 6 i punti di vantaggio per il sestetto di mister Di Pinto, ed una vittoria davanti ai propri tifosi potrebbe voler dire staccare il biglietto per regalarsi la seconda fase del campionato da protagonista e non da semplice spettatore.
L’appuntamento è al PalaPoli alle 17:30 con, per la seconda settimana di fila, anche le telecamere di RaiSport 1 per la diretta dell’incontro. Un’occasione davvero da non perdere per Molfetta, davanti agli occhi del ct e del suo staff.
Foto di Giuseppe Bellifemine











