Fabiano Amati torna ad essere un Consigliere Regionale a tutti gli effetti e con tutte le sue prerogative. Ieri la Corte d’Appello di Bari ha sospeso il provvedimento di sospensione dalla carica emesso nella scorsa primavera ai sensi della Legge Severino dopo la condanna di primo grado per abuso d’ufficio e falso. La condanna peraltro è stata confermata, anche se mitigata nella pena a 6 mesi) in secondo grado.
I giudici di Bari hanno accolto le questioni sulla legittimità costituzionale della legge Severino ed hanno sospeso il provvedimento inviando il fascicolo alla Corte Costituzionale.
Erano sei mesi che Fabiano Amati aspettava la pronuncia dei giudici di Bari sul suo ricorso. Ieri è arrivata la pronuncia e da oggi l’avvocato di Fasano torna ad essere nelle sue piene prerogative in attesa che si pronunci la Corte Costituzionale (cosa che sicuramente avverrà dopo la fine della legislatura).
Al tempo stesso c’è anche la possibilità di ricandidarsi, evento che prima della pronuncia gli era preclusa.
“Ho espresso in tempi non sospetti, anche nell’aula consiliare, le mie riserve e le mie perplessità sulla ‘Legge Severino’, – ha commentato il consigliere regionale di Forza Italia Maurizio Friolo – in particolare sulla evidente disparità di trattamento tra figure istituzionali determinata dalla sua applicazione. E piena solidarietà al collega Fabiano Amati, costretto a lasciare il consiglio regionale in una fase cruciale del mandato, con possibili ripercussioni e pesanti incognite sulla sua carriera politica. Per questo, l’accoglimento da parte della prima sezione civile della Corte di Appello di Bari del ricorso da lui presentato contro la sospensione dall’incarico dopo una condanna per una lontana vicenda amministrativa, non ancora definitiva, è una notizia che conferma le mie opinioni al riguardo, in attesa della pronuncia della Corte Costituzionale. Al collega Amati auguro quindi buon rientro a tempo pieno al suo lavoro e al suo ruolo, dopo l’amarezza provata negli ultimi mesi, e di portare il proprio contribuito costruttivo anche in questa ultima parentesi di legislatura”.











