Una vittoria che vale tanto in ottica playoff. E forse anche per il terzo posto dati i soli due punti che dividono i biancorossi dal Novara. Maniero e Sansone rispondono al gol di Gonzalez ma quello visto al Silvio Piola di Novara è un Bari a due facce. Disastroso e impacciato nel primo tempo, più volitivo e intraprendente nel secondo. La chiave della partita la si trova al decimo del secondo tempo quando un imprendibile Gonzalez sbaglia un gol a porta vuota. Due minuti dopo arriva il gol di Maniero. Di lì il Novara sparisce dal campo e il Bari sale in cattedra, nonostante gli evidenti limiti. Tanti, davvero troppi, gli errori tecnici dei galletti. Inspiegabili i “buchi” tattici che non offrono efficiente copertura alla difesa e in fase di appoggio alla fase offensiva. Insomma, in una strana partita “double face” oggi va davvero bene ai biancorossi. Sarebbe però sbagliato abbassare la guardia proprio ora e affermare che il peggio è ormai alle spalle. Troppo lenta la manovra tattica, timorose e prevedibili le azioni offensive e fin troppe sono le amnesie difensive.
Ed è proprio sulla difesa che Andrea Camplone deve insistere. La prima frazione di gara infatti ha offerto uno spettacolo misero per una squadra che ha sempre sostenuto di essere tra le prime quattro forze del campionato. Il centrocampo è il reparto più risoluto nonostante il capitano Defendi oggi sia andato più volte in affanno. E in attacco se Maniero è una certezza e Sansone si sta rivelando più finalizzatore che rifinitore, Rosina a più riprese, durante la stessa gara, rallenta fin troppo l’azione incaponendosi oltremodo in azioni personali. Questo è il Bari che oggi Camplone gestisce, una squadra che soffre di mancanza di equilibrio, che concede fin troppe occasioni da rete e spazi agli avversari, che traballa pericolosamente in difesa ma che in attacco sta dando ottime risposte.
Come sempre lucida l’analisi di Andrea Camplone: “Il primo tempo è stato da incubo. Siamo partiti male, timidi, e abbiamo preso goal subito. – dice – Una strigliata di qua e una sfuriata di là negli spogliatoi per far tornare la squadra in campo col piglio giusto. Non avevamo nulla da perdere e, soprattutto, era una gara tanto importante che ci stavamo giocando il campionato. Perdere significava essere esclusi da ogni gioco. Il Novara ha disputato 45 minuti in maniera veloce e arrembante e nella ripresa sono calati. Noi siamo cresciuti e abbiamo vinto. Poi, nel calcio ci vuole anche un pizzico di fortuna. Non abbiamo subito il raddoppio e, alla fine, possiamo dire di aver disputato un tempo a testa. Il Bari ha tanta qualità ma non deve sentire il peso della città e della serie A. Per questo chiedo di giocare con tranquillità”.











