Il giorno dopo la tanto attesa conferenza stampa con Datò Noordin Ahmad, si ritorna a parlare di calcio giocato. Domani al San Nicola ci sarà il Como di Stefano Cuoghi sulla strada che porta il Bari di Andrea Camplone alla rincorsa del terzo posto in solitaria. “Siamo contenti di questo nuovo ingresso in società. – dice Camplone – Ma è normale che noi dobbiamo pensare al campo. Questa settimana tra la visita a Medjugorije e il nuovo socio, il campo si è visto poco. Champions in 5 anni? Sono contento ma ci vogliono grandi risorse”.
Como condannato alla Lega Pro? Forse è vero, ma non per questo la sfida di domani al San Nicola non sarà gara vera: “La realtà è un’altra, c’è il Como che ha messo sotto tante squadre. Una squadra che corre, cattiva e lotta per qualcosa di insperato. E lotterà finché la matematica non lo condannerà. E poi hanno dei gran bei giocatori come Ganz che è in gran forma e che sente benissimo la porta dando tanta profondità alla squadra”.
“Guai per questo ad avere la vittoria già in tasca sennò si va in contro a figuracce”. Perentorio Camplone sull’approccio alla partita: “Noi dobbiamo solo pensare a vincere, soprattutto senza guardare i risultati degli altri. L’errore più grande che possiamo fare è che l’ultima in classifica sia carne da macello. Dobbiamo arrivare carichi mentalmente”.
Ci sarà del turnover in casa Bari. Puscas probabilmente prenderà il posto di un Maniero non al cento per cento: “Ci sarà qualche avvicendamento perché c’è gente dietro che spinge e c’è bisogno di gente che arriva al top della condizione. La difesa sta facendo abbastanza bene quindi non sarà toccata. Maniero è un po’ acciaccato, stiamo recuperando De Luca. Ha recuperato ma non è facile rientrare in un tipo di gioco dai ritmi altissimi. La zanzara sta bene ma non ancora al 100%. Jakimovski sta facendo un po’ fatica ad adattarsi. Ora però fisicamente sta molto meglio fisicamente. Gemiti però sta facendo molto bene. Lazzari invece quando entra riesce a dare una svolta alla partita perché entra in momenti della partita dove i ritmi sono più bassi e per lui ideali”.











