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Fc Bari, esordio con pareggio per Camplone, ma i galletti respirano un altro calcio

Non poteva che finire con un pareggio la prima di Andrea Camplone sulla panchina del Bari. Non per il gioco espresso dagli undici galletti ma solo per una simpatica statistica che accompagna ogni sua esperienza da “subentrato”. Nelle cinque precedenti occasioni in cui è subentrato ad un altro allenatore ha, infatti, sempre pareggiato. Fuor da ogni battuta, ad ogni modo, il Bari del neo tecnico dà fiducia. Con lo Spezia di Mimmo Di Carlo termina solo 0-0 ma la differenza con il brutto Bari ammirato fino a Dicembre è evidente. La difesa è più grintosa, errori tecnici individuali a parte, e il centrocampo è molto più compatto e ordinato. Un peccato che sulla mediana mancasse un vero regista, ruolo oggi affidato a Porcari che non è certo Pirlo, che potesse dettare i ritmi del gioco e innescare le azioni offensive. Finalmente si è assistito ad un Bari che non ha concesso il fianco, che ha lottato e che, di fronte ad un attacco di altissimo livello, ha tenuto testa rischiando solo in pochissime occasioni.

Nove giorni sono certamente pochi per dare forma ad una squadra. Ma progressi se ne sono visti. Rada e Di Cesare non hanno commesso ingenuità e anche Gemiti ne ha tratto profitto. Male Sabelli in fase di impostazione, benino in fase difensiva. A centrocampo Valiani è padrone assoluto. Corsa, tecnica, aggressività e agonismo lo rendono ancora una volta MVP. Porcari non è regista, soprattutto in un centrocampo a tre, e si vede ma, grazie al lavoro di Valiani e Defendi riesce a tenere botta. Defendi ha confermato il suo spirito guerriero, tornando dopo il lungo infortunio e rispondendo presente. Davanti, Maniero fa quel che può ma i pochi palloni che riceve li sa ben sfruttare. Rosina è il solito ottimo giocatore, tecnico che può dare lo spunto vincente in attacco. Male Boateng. Schierato dall’inizio per sfruttare eventuali spazi non ha per niente inciso, sia per la bravura dei difensori avversari, sia per la sua limitatezza tecnica.

Ma è un Camplone contento a metà quello intervistato a fine partita: “Abbiamo lavorato solo nove giorni quindi non potevamo pretendere tanto. – dice – Ma sono contento per il modo con cui si è scesi in campo e per l’intensità dimostrata. Meno bene, invece, nelle uscite e nelle ripartenze. Ma ho visto un buon Bari che ha giocato palla a terra cercando il giro-palla”. Non è certo, ancora, il caso di cantare vittoria. Conferme se ne dovranno avere nelle prossime partite. E forse il mercato invernale può dare una grossa mano al tecnico abruzzese.

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