HomeCronacaFiera del Levante, la (mica tanto) bella di notte

Fiera del Levante, la (mica tanto) bella di notte

Partiamo da una consapevolezza. È sacrosanto che la Fiera del Levante torni – lo è davvero mai stata? – ad essere un luogo pulsante e pensante della città, non solo in occasione dei “grandi” eventi. E se è vero che riallacciare i rapporti centro-periferie è uno dei leit-motiv che riecheggia nei discorsi degli urbanisti, non si può trascurare come la condizione fatiscente di buona parte dei padiglioni del quartiere fieristico barese sia dovuto al totale stato d’abbandono che, durante l’anno, avvicina la Fiera ad un polveroso e malconcio Far West. Più che porta d’oriente, insomma, porticina barcollante di un decadente saloon.

Ugo Patroni Griffi festeggia sui social il successo della serata di ieri. Giovedì 17 settembre va in scena alle spalle dell’ingresso monumentale il concerto dei Subsonica, inserito quest’anno nel programma de L’Acqua in Testa. Evento gratuito e pienone assicurato, con il gruppo torinese bravissimo nel trascinare il pubblico nonostante a tratti appaia oggi come la copia sbiadita della formazione di inizio millennio.

Peccato che gli organizzatori non avessero considerato che lo spazio adibito al concerto – dall’interno della fiera guardando la porta monumentale, il pubblico era sistemato nel viale di destra – fosse in realtà ridotto rispetto all’affluenza di gente. Morale della favola, una calca immane di persone ha assistito senza fiato all’esibizione di Samuel e Boosta, non tanto per la performance dei protagonisti sul palco quanto per la carenza d’ossigeno fra birra e beat.

Eppure spazi, anche all’aperto, per ospitare un grande palco e tutte le persone prevedibili per un concerto del genere ci sono, e la Fiera del Levante li ha ben evidenti. Certo, sono spazi che con ogni probabilità durante la Campionaria è impossibile sfruttare per questi motivi. Una domanda, allora, è legittima: perchè sovrapporre due eventi di questa portata, concentrando in una unica settimana il festival musicale e la Fiera Campionaria? Forse si sarebbe potuto lavorare affinchè le due cose fossero inserite nel calendario in tempi successivi, per sfruttare al meglio i grandi spazi a disposizione?

E che dire poi dei commercianti baresi? Alcuni ragazzi lamentano il comportamento di alcuni ristoratori che in occasione della serata hanno rimosso dal bancone il listino prezzi e venduto birre, panini e patatine a prezzi che crescevano con lo stesso ritmo di un’inflazione galoppante. Redarguiti dalla polizia, i ristoratori hanno provveduto – non senza qualche imbarazzo – a ripristinare per lo meno una parvenza di legalità.

In conclusione, ben venga la Fiera in versione notturna. Il probabile acquisto di alcune aree del quartiere fieristico da parte di Bologna Fiere e le voci che parlano di un interessamento al recupero di alcune strutture da parte dell’amministrazione regionale appena insediata vanno salutate con speranza ed ottimismo. Purché, si spera, le cose non vengano organizzate alla barese: fare le cose bene, non farle per far vedere che si fanno.

 

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Lino Castrovilli
Lino Castrovilli
Laureato in Scienze della comunicazione, vive una condizione mentale-lavorativa a suo dire schizofrenica: cerca con insistenza di unire in un’unica professionalità il suo amore per il web e la scrittura. Ama la Puglia e per questo, nonostante le difficoltà ha deciso di restare qui.

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