La Fiera del Levante di affitta a pezzi. Per un periodo di tempo anche lungo, fino a 60 anni, l’Ente Autonomo Fiera del Levante manifesta in un bando il proprio interesse al ricevimento di proposte per la concessione in gestione per un periodo di sessanta anni di talune aree, coperte e scoperte, del quartiere fieristico.
Attività e progetti che possono prevedere anche demolizione e ricostruzione di intere aree del quartiere fieristico di Bari (senza alterarne volumetria e destinazione d’uso secondo il piano urbanistico generale cittadino).
Ma è un bando che non piace a tutti. Si mette, secondo alcuni, nella stessa strada dei bandi precedenti (già espediti senza troppo successo) che vedono la Fiera spezzettarsi alla ricerca di un contenuto per un contenitore evidentemente troppo vuoto e troppo spesso inadeguato ed abbandonato a se stesso.
“Ci auguriamo che questo bando non fallisca miseramente come i precedenti, tramutandosi nell’ennesima occasione persa per il rilancio della Fiera del Levante”.
Aldo Pugliese, Segretario Generale della Uil di Puglia e di Bari-Bat, commenta così la presentazione del nuovo bando per la gestione dello storico ente barese.
“Speriamo che stavolta le intenzioni non rimangano tali, anche se il bando in questione segnano la resa incondizionata e il fallimento della gestione della Fiera. Se il bando andrà in porto – spiega infatti Pugliese – avremo una campionaria in formato ridotto, sempre più in puro stile paesano e ben lontana dalle aspirazioni internazionali sbandierate in tante occasioni”.
“L’impressione è che siamo – prosegue Pugliese – ai titoli di coda di un ente che pure rappresenta un fiore all’occhiello per Bari e per tutta la regione. Tuttavia è facile immaginare che, con l’immenso fardello del debito che la Fiera di porta dietro, il bando non sortirà effetti miracolosi. Ora è chiaro perché la proposta di risanamento e salvataggio della Fiera del Levante che la Uil si è permessa di presentare è stata puntualmente ignorata: bisognava lasciare campo libero agli obiettivi e alle finalità che stanno portando a compimento gli attuali manager e soci della Fiera. Che, ovviamente e come d’abitudine, non si aduneranno alcuna responsabilità dei futuri fallimenti”.










