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La finanza personale e il gioco del poker sembrano due mondi molto distanti tra loro, eppure per molti aspetti sono più vicini di quanto si possa pensare comunemente. In questo articolo analizzeremo le similitudini, cercando di individuare le strategie e le competenze che possono essere trasferite dal tavolo verde agli investimenti.
Un buon giocatore è anche un buon investitore?
Le abilità che si possono apprendere giocando a poker sono sicuramente utili anche quando si parla di investimenti, ma questo non vuol dire necessariamente che un bravo giocatore è anche uno scaltro investitore. Il mondo della finanza personale e degli investimenti richiede delle competenze specifiche che devono essere sviluppate in modo autonomo.
Sta di fatto che si tratta di due ambiti nei quali l’obiettivo è utilizzare del denaro per guadagnarne dell’altro, andando incontro al rischio di perdere una parte o tutta la somma iniziale. In entrambe le situazioni la fortuna è una componente fondamentale del risultato: da un lato abbiamo le carte giuste al momento giusto, dall’altro abbiamo ad esempio l’ingresso nel mercato in un momento favorevole o l’individuazione di una “bolla”.
Sarà per questo che molti investitori di successo sono anche dei buoni giocatori di poker e addirittura alcuni dei migliori investitori attribuiscono i loro ottimi risultati sui mercati finanziari alla loro esperienza al tavolo verde. Non sarà quindi un caso se quando si parla di investimenti in borsa spesso si usa il termine “giocare”. Vediamo ora più in dettaglio le similitudini tra i due mondi.
La determinazione del rischio
Sia il poker che le decisioni economiche si basano sul rischio: in entrambe le situazioni c’è la possibilità di guadagnare, ma al contempo è sempre presente la possibilità di perdere soldi. Per un giocatore è fondamentale essere in grado di determinare il possibile rischio di una mano, basandosi sulla probabilità e sulla propria esperienza. Allo stesso modo, un investitore deve essere in grado di stimare il possibile rischio di un investimento, studiando il mercato e le opportunità che si presentano. Il tutto ovviamente in relazione alla propria propensione al rischio, d’altronde maggiore è quest’ultimo, maggiori saranno anche le possibilità di guadagno.
La selezione delle opportunità
Il mercato è pieno di opportunità, ma ce ne sono alcune più redditizie di altre. Allo stesso modo, nel poker ci sono tavoli nei quali è possibile vincere di più rispetto ad altri o mani in cui ha senso andare all-in e altre in cui non conviene. Collegata con la gestione del rischio è quindi l’individuazione delle opportunità, che vanno a determinare un vero e proprio rapporto in base al quale sia l’investitore che il giocatore possono costruire la loro strategia.
Nel mondo degli investimenti è anche utile trovare una nicchia in cui specializzarsi e nella quale ottenere un vantaggio rispetto ad altri. Che si tratti dei mercati finanziari, del mercato immobiliare, delle crypto o di qualsiasi altro investimento alternativo, un buon investitore va a selezionare le opportunità che abbiano le maggiori possibilità di profitto, che siano affini alle sue caratteristiche.
Il controllo delle emozioni
Sia il giocatore che l’investitore sono chiamati a prendere decisioni che possono avere un forte impatto a livello economico, sia in senso positivo che negativo. Pensiamo ai tavoli dei tornei di poker più importanti, dove ci sono in gioco milioni di euro. Allo stesso modo, un titolo in borsa può far guadagnare milioni in poco tempo, ma potrebbe crollare da un momento all’altro facendo perdere moltissimo denaro.
In entrambi gli ambiti è importante non farsi dominare dalle emozioni negative, quelle che nel gergo del poker portano al cosiddetto ‘tilt’, cioè uno stato emotivo che comprende la frustrazione, la confusione e la paura e che spesso porta a decisioni sbagliate. Ma è necessario evitare di essere guidati anche dall’avidità o dall’ego: vedendo il valore di un’azione salire velocemente si potrebbe essere portati ad acquistarla, ma senza un’adeguata analisi potrebbe rivelarsi un investimento sbagliato.
Nel poker si parla di disciplina emozionale, una abilità che i giocatori professionisti sviluppano per poter prendere le decisioni in modo distaccato e razionale. Basti pensare che i migliori giocatori sono in grado di giocare senza essere influenzati da come è andata l’ultima mano. Allo stesso modo, gli investitori non dovrebbero agire essendo condizionati dalle operazioni finanziarie precedenti e possono utilizzare il poker per apprendere questa abilità.
L’ottica di lungo periodo
Al tavolo verde una mano particolarmente fortunata può capitare a tutti. Così come un investimento particolarmente azzeccato può essere realizzato anche senza particolari competenze finanziarie. Ma il discorso cambia quando si tratta di vincere o investire con successo sul lungo periodo.
In questo caso, la fortuna passa in secondo piano e ad essere determinanti sono le abilità e la conoscenza acquisita. In entrambi gli ambiti è meglio concentrarsi sul processo piuttosto che sul singolo evento, sia esso positivo o negativo. E un investitore può apprendere questa capacità, ma anche qualità come la pazienza, giocando a poker come un professionista, quindi non occasionalmente e solo per divertimento.
Come abbiamo visto, le caratteristiche in comune tra il poker e gli investimenti sono diverse. Noi ne abbiamo analizzate solo alcune, ma ce ne sono molte altre. Insomma, si tratta di due mondi davvero vicini.




















