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Fiori commestibili: ecco come coltivarli in casa

La Natura sa come essere bella ma anche utile. Quando poi alle sensazioni regalate dai sensi come la vista e l’olfatto, si aggiunge anche il gusto, ecco che il capolavoro è completo. Non tutti, infatti, sanno che esistono diversi fiori che – oltre a regalare tantissimo colore alla casa – possono anche essere mangiati o utilizzati per decorare mille pietanze diverse. Sono i cosiddetti fiori commestibili: un’occasione davvero preziosa per aggiungere un tocco di freschezza ai nostri ambienti domestici e, al tempo stesso, per permetterci di decorare i nostri piatti così come farebbe uno chef stellato. E sono anche incredibilmente semplici da coltivare fra le quattro mura domestiche. Ma come fare?

 

Come coltivare i fiori commestibili in casa?

I fiori commestibili hanno mille vantaggi, compreso il fatto di essere molto semplici da coltivare e di non richiedere uno spazio particolarmente vasto per crescere. Ed è per i suddetti motivi che anche casa nostra può diventare un ambiente ideale per coltivare i fiori commestibili, anche se non possiamo contare su un giardino. Come fare? Innanzitutto studiando ed informandovi su Internet, dato che sulla rete è possibile trovare tante informazioni, come ad esempio la guida su come coltivare indoor di idroponica.it, molto specifica e redatta da esperti del settore. Da sottolineare, comunque, che i fiori possono essere coltivati in vaso anche tramite la tecnica della coltura idroponica, oppure utilizzando il classico metodo del terriccio e acquistando un kit di coltivazione domestica.

 

Quali fiori sono considerati commestibili?

Innanzitutto va fatta una premessa: un fiore, solo perché colorato e profumato, non è automaticamente commestibile. Anzi – proprio come avviene per le diverse specie di funghi – anche alcuni fiori ornamentali possono risultare particolarmente velenosi quando ingeriti. Ma quali sono, dunque, i fiori commestibili che potrete coltivare a casa e consumare o utilizzare senza temere alcunché? Partiamo prima dai grandi classici, dunque dai fiori che sicuramente avrete già avuto a casa almeno una volta nella vostra vita: in primis la begonia, favolosa da utilizzare in cucina per via del suo sapore un po’ aspro, accostabile al limone. Quando poi viene accoppiata alla menta, la begonia assume un sapore da sogno. Anche le violette del pensiero sono molto indicate per la cucina, soprattutto perché facilissime da coltivare in vaso. Infine, vale la pena ricordare anche altri fiori commestibili, come ad esempio la Calendula e il Nasturzio, ideale per la cucina speziata, per via della sua piccantezza.

 

Come conservare i fiori commestibili?

Una volta raccolti, i petali possono essere conservati, anche se per un periodo limitato, di massimo 10 giorni: in realtà va detto che ogni specie ha le sue regole e che dunque alcuni fiorellini potrebbero mantenersi freschi più a lungo, mentre altri potrebbero appassire in meno tempo. Ad ogni modo, la regola è sempre quella di conservarli in frigorifero all’interno di vaschette di plastica ermetiche, che possano impedire il contatto con l’ossigeno. Con questo sistema è possibile garantire ai fiori commestibili una durata maggiore anche se – come accennato poco sopra – prima li si consuma meglio è, soprattutto per una questione di gusto e di soddisfazione.

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Redazione
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