Non è una novità la Flat Tax, ed anche la legge di riforma fiscale era stata depositata alla Camera dei Deputati dalla Lega Nord – Noi con Salvini. Adesso però il fautore Armando Siri ne corona il disegno con la presentazione del libro: “Flat Tax: La Rivoluzione fiscale in Italia è possibile” (disponibile per l’acquisto su: http://tassaunica.it/)
Giovedì 3 Novembre 2016 alla Sala Stampa di Montecitorio Matteo Salvini dichiara ufficialmente che: “La tassa unica sarà uno dei pilastri fondanti del centrodestra, è chiaro che chi vorrà allearsi con la Lega, oltre a sottoscrivere i nostri intenti in Europa, dovrà leggere e condividere il libro di Armando Siri.”
Il responsabile economia e formazione traccia un fisco più equo, finalmente giusto e solidale, che preveda sanzioni pesantissime per chi evade ed una richiesta congrua sui redditi. La tassa piatta al 15% con deduzioni fisse che, permettono di modulare l’aliquota reale in base alla capacità contributiva, in perfetta sincronia con l’Articolo 53 della Costituzione Italiana.
Cita anche Margaret Thatcher: “Più grande è la fetta presa dallo Stato, più piccola sarà la torta a disposizione di tutti.” E così siamo andati a “spaccare il capello”, per capirne un po’ di più.
Entriamo subito nel cuore della sua riforma fiscale. Il 15% è l’aliquota nominale massima sull’IRPEF, o continueranno ad esistere le addizionali comunali e regionali? Oppure ancora, migreranno in altri tributi per gli enti locali?
“La riforma prevede la modifica delle aliquote nazionali. Le addizionali resteranno in vigore almeno i primi 5 anni, poi potranno essere abolite, in seguito alla ripresa economica ed ai maggiori saldi di Bilancio.”
Ad introdurre la Flat Tax, se pure oggi la caldeggia nuovamente Silvio Berlusconi con una aliquota del 20%, ci provò senza successo nei suoi precedenti governi assieme all’economista Antonio Martino. Cosa la fa sperare che questa volta, tornando al Governo del Paese, le cose potrebbero andare diversamente?
“Le cose sono cambiate. Oggi la recessione e la stagnazione ci impongono interventi drastici senza i quali la nostra economia e il nostro sistema sociale sarebbero seriamente compromessi. Abbiamo già visto che i timidi interventi dei governi che si sono succeduti dal 2008 in avanti non sono serviti granché. Le elemosine, e le mance di Stato non solo non stimolano la ripresa, ma aumentano il fabbisogno di imposte e il debito.”
Nel 1976 la Corte Costituzionale ha dichiarato incostituzionale il cumulo dei redditi perché: “Incompatibile col principio di uguaglianza.” Non teme che il nuovo sistema da lei teorizzato di “famiglia fiscale” venga bocciato dalla Corte? E se, superato questo problema, non sia possibile incorrere in “divorzi fiscali” per non perdere le deduzioni.
“In questo Paese il principio di uguaglianza viene invocato sempre al ribasso. Nessuno per fortuna è uguale ad un altro. Siamo tutti diversi, unici e speciali. La famiglia fiscale non corre rischi di bocciature perché è la Costituzione stessa che indica la famiglia come nucleo centrale della Società. Il nuovo sistema prende alla lettera il dettato Costituzionale e crea delle specifiche agevolazioni fiscali proprio come avviene oggi, in cui per coniugi e figli a carico sono previste detrazioni fiscali. Di fatto il principio non cambia, viene solo semplificato.“
Trentasette Paesi al Mondo adottano la tassa piatta, però nessuno di loro è assimilabile all’Italia per conformazione sociale ed economica. Sarebbe un salto nel vuoto?
“Sono quasi dieci anni che siamo nel vuoto. Il nostro Paese non cresce a differenza di quelli che ad esempio in Europa, applicano la Flat Tax.
È in questi paesi che le nostre imprese e le nostre industrie hanno spostato la loro attività sottraendo alla nostra economia ricchezza, lavoro e imposte. Lo scopo di questa riforma è anche quello di far rientrare queste risorse in Italia. Abbiamo più che mai bisogno che ripartano i consumi interni e che questi aumentino il gettito sano di un’economia che cresce, non che sopravvive in nome di certezze e garanzie teoriche. Non possiamo più raccontarci bugie.
Siamo giunti sul bordo di un burrone e dobbiamo avere il coraggio di saltare dall’altra parte se vogliamo smettere di sopravvivere e vogliamo invece tornare a vivere.“
Siri, ma politicamente quanto converrebbe un Fisco finalmente giusto? Senza bonus, mance, e favori alle categorie, di cosa vivrebbero gli esecutivi ad ogni Finanziaria?
“Questo è il problema vero. Per decenni la politica ha campato di mance e favori a questa e quella categoria. Con la riforma fiscale non ci sarà più spazio per queste abitudini. Tutti potranno contare su un’opportunità concreta di risparmio che dovranno saper mettere a frutto.
La politica deve occuparsi di mettere in campo i fondamentali economici necessari allo sviluppo e al progresso del Paese e non zavorrare il sistema di burocrazia, balzelli e pretese assurde, salvo offrire poi vie d’uscita all’occasione, agli amici degli amici.”
Guardiamo un attimo all’Europa. Avrà seguito la questione Brexit, adesso l’alta Corte di Londra ha bloccato l’Esecutivo e ha chiesto di ripassare dal Parlamento per lasciare l’Unione. Tecnicismi burocratici o scientifico boicottaggio della volontà popolare?
“L’Inghilterra non scriverà una pagina vergognosa della propria storia. È un Paese, una Nazione, un impero di lunga tradizione democratica. Il Parlamento inglese non mortificherà il voto popolare.”











