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Foggia, furto nello Store dell’Università

Un blitz, nella tarda serata di venerdì scorso, nella Facoltà di Giurisprudenza a Foggia, una porta sfondata e il furto è stato fatto. Ad essere colpito è stato lo store dell’Università di Foggia, l’attività di fornitura e vendita al dettaglio del merchandising del logo dell’Ateneo dauno. Una attività che da quattro anni ha visto realizzarsi all’interno della struttura foggiana ad opera di una startup di studenti.

Secondo quanto raccontato da alcuni testimoni, due persone si sono introdotte nel dipartimento di Giurisprudenza dell’università degli studi di Foggia, hanno sfondato a calci la porta dell’Unifg Store, hanno sottratto l’incasso della giornata ed un computer e sono uscite dall’ingresso principale in largo Giovanni Paolo II. Il tutto intorno alle 20.15.

“Esprimiamo – si legge in una nota del Link Foggia – ai ragazzi la più piena solidarietà per quanto subito, condividendo la sorte di tante attività commerciali foggiane, in gran parte gestite da giovani, che sono costretta a subire furti, a pagare il pizzo o a trovarsi saltuariamente il negozio incendiato”.

“I recenti fatti di Bologna – continua la nota – devono indurre tutti ad una riflessione sulla sicurezza dei luoghi della formazione e il loro rapporto con la realtà delle città e dei contesti sociali spesso degradati con cui ci interfacciamo quotidianamente: l’Università deve continuare ad essere aperta a tutti, studenti e non, e la sicurezza non deve mai coincidere con un’atmosfera da militarizzazione. È dovere delle istituzioni tutelare i cittadini, è dovere dell’ateneo tutelare gli studenti, non solo nella mera difesa dei loro effetti personali, ma ovviamente anche nelle loro necessità essenziali (sicurezza delle strutture, spazi adeguati per lo studio, igiene, e quant’altro). È dovere di tutti impegnarsi affinché l’Università sia un presidio di legalità, non solo formalmente e nelle occasioni pubbliche. Se è vero che venerdì è entrata nel dipartimento di Giurisprudenza la parte peggiore della città, è vero anche e soprattutto che quella parte della città esisteva prima di venerdì e continuerà ad esistere dopo qualsiasi provvedimento che vada ad intensificare la sorveglianza. Non ha senso pensare ai luoghi della formazione come a delle torri d’avorio, specie se si vuole veramente incidere nel tessuto sociale e nella cultura. Occorre aprire una fase di riconsiderazione del ruolo dell’università non come esamificio dimentico di ciò che lo circonda, ma come componente attiva della città, che sappia sì tutelare la sicurezza personale degli studenti, ma che non si chiuda a riccio verso l’interno. Chiedere una adeguata sorveglianza deve essere solo un modo come un altro di chiedere un servizio adeguato alle necessità dello studente, nella convinzione che questo genere di provvedimenti non esaurisce il dovere di tutela dei bisogni dello studente, anzi corrisponde solo ad una minima parte di quel dovere. Viviamo una città ed una realtà piena di contraddizioni, e non possiamo permettere che il dibattito si fermi alla cronaca nera”.

“Il primo passo è quello dell’organizzazione dal basso. Noi, come studenti – chiude la nota del Link Foggia – saremo in prima linea, con azioni di sensibilizzazione, affinché si realizzino le condizioni di una vera crescita collettiva in questo senso”.

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Redazione
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