Vertenza Petruzzelli, Domani, mercoledì 7 dicembre, a partire dalle ore 10, Slc cgil, Fistel cisl, Uilcom uil, Fials Confsal unitamente alle rappresentanze sindacali aziendali e alle lavoratrici e lavoratori della Fondazione Petruzzelli e Teatri di Bari promuoveranno un sit-in di protesta davanti alla sede della Giunta regionale pugliese, a seguito dell’esito dei ricorsi presentati negli anni passati dai lavoratori della Fondazione Petruzzelli e delle relative sentenze di reintegra della magistratura in aggiunta ai vincitori di concorso.
“I sindacati – si legge in una nota – insieme alle lavoratrici ed ai lavoratori, nel ritenere l’organico di 182 unità compatibile con la grandezza del Teatro Petruzzelli in una città come Bari, che interessa un grande bacino di utenza regionale e che può ambire a soddisfare una programmazione corposa come quella programmata per il 2017, chiede ai soci fondatori, Ministero per le attività culturali, Regione Puglia e Comune di Bari, un intervento economico necessario a mettere in equilibrio la sostenibilità tra bilancio, organico, programmazione e gestione”.
Sempre secondo i sindacato, la Fondazione Petruzzelli “anziché ricercare una soluzione al problema economico, con un percorso comune che punti al coinvolgimento dei soci fondatori, ha invece praticato la strada più breve e inaccettabile del taglio occupazionale, con l’avvio della procedura di licenziamento collettivo ex LEGGE 223/91 per 74 lavoratori”.
E sono ancora i rappresentanti dei lavoratori a spiegare che “l’organico funzionale di 136 unità previsto attualmente nel Petruzzelli di Bari è sufficiente a malapena per un teatro stabile e non certamente per una fondazione lirico-sinfonica il cui sistema prevede organici che a partire dalla Scala di Milano con 1000 unità arrivano a quella di Cagliari che ne prevede 232. Questo dato evidenzia come un organico a 132 unità è inaccettabile ed improponibile per far funzionare un teatro come quello del Petruzzelli che mediamente durante gli anni trascorsi ha utilizzato 175 unità. Quella di proporre 74 licenziamenti degli attuali 182 artisti per arrivare a 108 unità ci sembra una vera e propria provocazione, perché sappiamo bene che per fare funzionare il teatro con le sue esigenze di produzione si dovrà procedere necessariamente con le assunzioni di lavoratori con contratti di lavoro precari. Si tratta di una provocazione che abbiamo rigettato sin dalla ricezione delle lettere di procedura della 223 e che continuiamo a rigettare”.
Cosa fare dunque? La richiesta è diretta al Governatore pugliese Michele Emiliano.
Si chiede “l’immediata convocazione di una task-force presieduta dalla Regione Puglia, con la presenza dei rappresentanti della Fondazione, dei soci fondatori, delle Rappresentanze Aziendali assistite dalle Organizzazioni Sindacali, il cui obiettivo deve essere quello di ricercare soluzioni idonee e necessarie a salvare l’occupazione ed il futuro della Fondazione”.
Il tempo non è amico dei lavoratori, considerando che il prossimo 24 dicembre scadono i 75 giorni previsti dalla legge per dirimere la situazione. In caso di esito negativo partiranno le lettere di licenziamento. E quello che sta per arrivare potrebbe non essere un bel Natale per tanti lavoratori.











