Il giorno del chiarimento o quello della spaccatura? Oggi pomeriggio, alle 15:30 è previsto un infuocato ufficio di presidenza di Forza Italia, dove verranno analizzati i risultati delle elezioni regionali di domenica scorsa, ma soprattutto ci sarà il faccia a faccia tra Fitto e Berlusconi.
“Drammatico risultato”. Esordisce così Raffaele Fitto, europarlamentare pugliese e dirigente di Forza Italia, nel commentare la disfatta del partito di Silvio Berlusconi nell’ultimo turno elettorale. Con tutti gli alibi e le attenuanti del caso (il voto in un solo giorno… due sole Regioni coinvolte… la praticamente totale assenza di copertura mediatica…) Fi è stato il vero sconfitto. Uscito dalle urna con le ossa rotte, doppiato da Forza Italia ed incapace perfino di sembrare un vero e proprio partito.
“E sarà bene ricordare passo dopo passo tempi e modalità delle scelte che sono state compiute (con clamorosi errori) per definire le candidature e le alleanze” aggiunge.
“Dalle Europee a oggi, abbiamo perso 6 mesi – sottolinea Fitto – che dovevano servire (come proposto da tanti di noi) sia per un serio rilancio sui contenuti, sia per un rinnovamento interno guidato dal coinvolgimento dei cittadini e dal superamento del metodo antistorico delle nomine e delle cooptazioni. A questo punto, mi pare il minimo azzerare tutte le nomine, per dare il via a una fase di vero rinnovamento“.
“Basta con le nomine, quindi. Basta con i gruppi autoreferenziali – aggiunge – che hanno determinato in questi mesi una politica e una comunicazione inefficaci e prive di qualunque credibilità, bocciate senza appello dai nostri elettori. E soprattutto basta con una linea politica incomprensibile, ambigua, che oscilla tra l’appiattimento assoluto verso il Governo nei giorni pari, e gli insulti al Governo nei giorni dispari”.
E la replica non si fa attendere: “Fitto punta il dito – ribatte Giovanni Toti, consigliere politico di Forza Italia – ma è dirigente Fi da anni». Senza contare il tweet di Alberto Zangrillo, medico personale del Cavaliere, indirizzati direttamente all’ex governatore della Puglia: “Se fossi Berlusconi, io vi direi: quella è la porta”.











