Settanta milioni dal Governo per salvare le Ferrovie Sud Est. La ricetta del Governo è chiara: commissariamento dell’azienda e un’immediata iniezione di liquidità. L’emendamento alla Legge di Stabilità destinato a salvare le Ferrovie Sud Est. L’emendamento “salva-Fse” recepisce in toto le indicazioni fornite dal Consiglio di amministrazione nella relazione inviata al ministro Graziano Delrio una settimana fa e mirate a tenere in piedi l’azienda, schiacciata dai debiti, fino alla nomina del commissario e alla prossima ristrutturazione del debito che, a una prima stima, sfiorerebbe quota 311 milioni di euro. Insieme ai 70 milioni (inizialmente erano 90) che verranno stanziati con la Legge di Stabilità e accanto ai 26 milioni sbloccati dalla Regione come ultima tranche del contratto di servizio per quest’anno, arriveranno anche fondi Cipe per 17,5 milioni di euro riconosciuti ad Fse per alcune opere realizzate.
Di seguito, una nota del consigliere regionale del Movimento Schittulli-Area Popolare, Luigi Morgante.
“L’enorme deficit accumulato negli ultimi anni di gestione dalle Ferrovie Sud Est, cui sono paradossalmente corrisposti servizi sempre più scadenti e fonti di continui disagi per la numerosa utenza sia su gomma che su rotaia, e gli scandali ampiamente raccontati dagli organi di informazione, avrebbero potuto e dovuto suggerire interventi e azioni del Governo centrale e della Regione Puglia ben più tempestivi per salvare la società e per offrire adeguate garanzie, anche e soprattutto in termini di sicurezza, ai quotidiani milioni di passeggeri”.
“E le nostre continue sollecitazioni, i ripetuti allarmi lanciati sin dall’apertura della nuova consiliatura regionale hanno mostrato quanto le nostre preoccupazioni fossero fondate. Per questo, non possiamo che accogliere adesso con favore l’emendamento alla Legge di Stabilità attraverso il quale il Ministero delle Infrastrutture e Trasporti intende garantire la liquidità necessaria per evitare il definitivo tracollo, introdurre – dopo il già avvenuto insediamento di un nuovo Consiglio di Amministrazione – una gestione commissariale a tempo determinato per ripianare le perdite, eliminare gli sprechi e far luce sulle troppe opacità ereditate, per poi affidare la società stessa alla Regione Puglia. Una scelta assolutamente condivisibile, per una chiara e piena assunzione di responsabilità di chi, in particolare negli ultimi anni, si è limitato a destinare fondi della collettività pugliese per un servizio in concessione non all’altezza delle esigenze, delle aspettative e delle risorse investite, senza poi adeguate verifiche e controlli, nel rispetto dei contratti sottoscritti e degli impegni presi con la collettività.”











