L’immagine che rapisce lo sguardo è quella che descrive, e racconta, una storia e un luogo senza “svelarli” del tutto; è la riproduzione del particolare che incuriosisce e che stimola nell’osservatore, anche solo per qualche secondo, una più profonda riflessione.
Le foto di Gianni Leone spingono proprio in questa direzione l’occhio dell’osservatore; raccolte nella vasta antologica organizzata alla Fondazione Museo Pino Pascali, queste immagini compongono – come suggerisce il titolo della mostra – un inventario che, creato dal 1979 al 2015, racconta di un’originale visione del paesaggio urbano e mediterraneo maturata dal fotografo pugliese attraverso esperienze fondamentali, prima fra tutte Viaggio in Italia, esposizione collettiva organizzata nel 1984 alla Pinacoteca Provinciale di Bari (a cura dello stesso Leone con Luigi Ghirri ed Enzo Velati). Quella occasione, come sottolinea Arturo Carlo Quintavalle, ha rappresentato un’autentica rivoluzione “del modo tradizionale di vedere il paesaggio”, declinata, tra gli altri, da Barbieri, Basilico, Chiaramonte, Cresci, Garzia, Guidi, Jodice, protagonisti della nuova stagione della fotografia italiana e compartecipi delle attività della galleria barese Spazio Immagine, di cui Leone è stato senz’altro il principale animatore.
Nelle tre sale del museo dedicate all’antologica (più una quarta che ospita il documentario di Nicolai Ciannamea, realizzato e prodotto nell’ambito del progetto arTVision – a live art channel), si susseguono suggestioni visive racchiuse in un itinerario che, curato dalla direttrice Rosalba Branà e da Antonio Frugis con la preziosa supervisione dell’artista, è stato organizzato seguendo un filo rosso cronologico, mettendo in evidenza i periodi creativi di Gianni Leone nel corso di quasi un quarantennio di attività.
Dal bianco e nero al colore, dalla ricerca “originale, tagliente, netta” di un diverso punto di vista sulla Puglia, “dove le architetture del nuovo sono dure come in un film neorealista”, fino alle più recenti produzioni, quattordici originali e intense fotografie “che rappresentano plasticamente il significato del ricordo, la sua lunga durata, la trasformazione, l’evocazione”, le opere in mostra a Polignano sono la dimostrazione tangibile dell’elevato valore artistico della produzione di Leone, un intellettuale di livello internazionale, capace di comporre una visione del tutto inedita e racchiusa nei suoi raffinati appunti di viaggio.
[Le immagini della gallery sono una courtesy dell’artista]











