HomeCulturaGli ultimi giorni di Borsellino raccontati da Fabio Granata

Gli ultimi giorni di Borsellino raccontati da Fabio Granata

Gli ultimi giorni di Paolo Borsellino. Ne discutono Michele Emiliano e Gianfranco Fini insieme all’autore Fabio Granata a Bari, a Villa Romanazzi Carducci, lunedì 22 alle ore 18,00.

Quello di Fabio Granata è un libricino che si legge tutto di un fiato, ma che mette i brividi, soprattutto nella parte finale, quando ricostruisce gli ultimi giorni di Paolo Borsellino, dalla strage di Capaci alla sua morte. Sono state scritte più di un milione di pagine sull’attentato a Borsellino e sulla “trattativa”, ma nessuno ancora è riuscito a spiegare come sia stato possibile che “con l’eccezione di due soli magistrati, Ilda Boccassini e Roberto Sajeva, decine di figure istituzionali e di magistrati credettero, una dopo l’altra e tutte insieme, alla tesi della colpevolezza di Vincenzo Scarantino, mafioso da quattro soldi, noto in Cosa Nostra e nel suo quartiere per la sua fragilità mentale, e a cui quindi nessun capo avrebbe affidato una missione di quel livello e impatto, e che si autoaccusó del delitto e ne fu considerato l’autore per quasi vent’anni”.

L’agile libro di Fabio Granata si chiude con una commovente testimonianza di Manfredi Borsellino, figlio del Magistrato assassinato, oggi in servizio presso la Polizia di Stato.

“Oggi vorrei dire a mio padre che la nostra vita è sì cambiata dopo che ci ha lasciati, ma non nel senso che lui temeva: siamo rimasti gli stessi che eravamo e che lui ben conosceva, abbiamo percorso la nostra strada senza “farci largo” con il nostro cognome divenuto “pesante” in tutti i sensi, abbiamo costruito le nostre famiglie cui sono rivolte la maggior parte delle nostre attenzioni come lui ci ha insegnato, non ci siamo “montati la testa”, rischio purtroppo ricorrente quando si ha la fortuna e l’onore di avere un padre lui, insomma siamo rimasti con i piedi per terra.

E vorrei anche dirgli che la mamma dopo essere stata il suo principale sostegno è stata in questi lunghi anni la nostra forza, senza di lei tutto sarebbe stato più difficile e molto probabilmente nessuno di noi tre ce l’avrebbe fatta. Mi piace pensare che oggi sono quello che sono, ossia un dirigente della polizia appassionato del suo lavoro che nel suo piccolo serve lo Stato ed i propri concittadini come, in una dimensione ben più grande ed importante, faceva suo padre, indipendentemente dall’evento drammatico che mi sono ritrovato a vivere. D’altra parte è certo quello che non sarei mai voluto diventare dopo la morte di mio padre, una persona che in un modo o nell’altro avrebbe “sfruttato” questo rapporto di sangue, avrebbe “cavalcato” l’evento traendone vantaggi personali non dovuti, avrebbe ricoperto cariche o assunto incarichi in quanto figlio di…., o perché di cognome fa Borsellino.

A tal proposito ho ben presente l’insegnamento di mio padre, per il quale nulla si doveva chiedere che non fosse già dovuto o che non si potesse ottenere con le sole proprie forze. Diceva mio padre che chiedere un favore o una raccomandazione significa mettersi nelle condizioni di dovere essere debitore nei riguardi di chi elargisce il favore o la raccomandazione, quindi non essere più liberi ma condizionati, sotto,il ricatto, fino a quando non si restituisce il favore o la raccomandazione ricevuta. Ai miei figli, ancora troppo piccolo perché possa iniziare a parlargli del nonno, vorrei farglielo conoscere proprio tramite i suoi insegnamenti, raccontandogli piccoli ma significativi episodi tramite i quali trasmettergli i calori portanti della sua vita. Caro papà, ogni sera prima di addormentarci ti ringraziamo ore il dono più grande,mil modo in cui ci hai insegnato a vivere”.

Del libro di Granata dialogheranno Michele Emiliano e Gianfranco Fini, moderati da Enzo Magistá, lunedì 22 alle ore 18.00 a Villa Romanazzi Carducci, in occasione del secondo appuntamento degli Incontri d’Autore della Fondazione Tatarella.

Fabio Granata è stato parlamentare nazionale e regionale in Sicilia, vice presidente della Commissione parlamentare antimafia, vice presidente della Regione Sicilia e assessore ai beni culturali, turismo e pubblica istruzione.

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Redazione
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