HomePoliticaGran Bretagna: la Brexit è storia

Gran Bretagna: la Brexit è storia

Non più 28 ma 27 Stati e chissà, l’escalation potrebbe non fermarsi qui. E’ quello che temono gli eurosostenitori, ovvero l’effetto domino del Regno Unito.

In fondo gli inglesi europei non lo sono mai stati. Hanno mantenuto due simboli sacri d’autonomia, la Corona e la sterlina. Una tradizione radicata che non poteva essere scalfita, e dopo 14 anni di fallimentare moneta unica, il cappio al collo per loro è divenuto ancora più insostenibile.

Nonostante le enormi concessioni avute dall’Unione, austerity ed immigrazione hanno aggredito il sistema sociale londinese. Il turismo del welfare lo chiamano, per cui Cameron ha approvato anche moltissime norme stringenti e ha fatto di tutto per mitigare il fronte dell’Indipendenza, senza successo.

46,5 milioni di cittadini chiamati al voto e con il 51,9% si è imposta l’uscita dall’Europa. Molti analisti si stanno soffermando sulle zone geografiche e sulla scheda anagrafica degli elettori. I sostenitori della permanenza sono stati  i più giovani (18-24 anni) mentre via via che cresce l’età si ribalta l’orientamento. Dai 50 anni in su è tutto un Brexit.

C’è una motivazione precisa. Chi vive il mondo accademico era fortemente orientato per restare nell’Unione, la cosiddetta generazione Erasmus, l’unica che ha assaporato qualche timido vantaggio. Ma tutti i cittadini portatori di memoria, che hanno lavorato e lavorano prima e dopo questo spartiacque, hanno deciso di uscire. E’ stata la memoria a salvare il Paese. Fuori l’Europa c’è vita! E probabilmente, si viveva anche meglio.

Il mondo della Finanza, le Banche centrali, i governanti europei ed americani, quanti bollettini di guerra hanno seminato per spaventare i cittadini? Hanno perso le lobbies, perfino il premier italiano aveva minacciato Londa: “Se deciderete di uscire dall’Unione, sarete voi a pagarne le conseguenze.”

“Ora potremo cantare il nostro inno senza che Bruxelles ci dica che è sbagliato. È una vittoria della gente vera, una vittoria della gente ordinaria, una vittoria della gente per bene. Abbiamo lottato contro le multinazionali, le grandi banche, le bugie, i grandi partiti, la corruzione e l’inganno. (…) Mi auguro che questo sia il primo passo verso un’Europa di stati sovrani.” così Nigel Farage, leader dell’Ukip, ha bollato questa vittoria storica.

Il Premier Cameron conferma che rimarrà in carica altri tre mesi, poi lascerà le redini del comando affinché sia qualcun altro a portare avanti i negoziati con l’UE.

 

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Andrea Lorusso
Andrea Lorusso
Classe '91, ragioniere di titolo e professione, giornalista per passione. Collaboro con varie testate dal 2011, possibilmente editorialista di Politica ed Economia. Scrivo perché avere una opinione e farla conoscere, è terapeutico contro la superficialità imperante.

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