Il Bif&st non è solo proiezioni e conferenze, ma anche un momento per ammirare le locandine che raccontano la storia del cinema. Ed è questo l’intento della sezione “Mostre”, nel foyer del Teatro Margherita, con la mostra dedicata a Fritz Lang, a cui il festival è dedicato, e nella Sala Murat, dove sono esposte le locandine di Francesco Rosi, a cui il Bif&st dà un importante tributo, dopo la scomparsa avvenuta il 10 gennaio 2015.
La mostra dedicata a Francesco Rosi è a cura di Angelo Amoroso d’Aragona ed è stata realizzata in collaborazione con la collezione privata Giuseppe Serra di Canosa di Puglia e il Centro Cinema “San Biagio” Città di Cesena e la Mediateca Regionale Pugliese. Si raccolgono le locandine più significative della sua carriera, da Cristo si è fermato a Eboli, Cronaca di una morte annunciata, La sfida, Carmen, C‘era una volta…, Lucky Luciano e l’ultimo capolavoro, La tregua. Dello stesso curatore è la mostra dedicata a Fritz Lang, realizzata in collaborazione con la Stiftung Deutsche Kinemathek e la Mediateca Regionale Pugliese. Lang, da sempre erroneamente considerato solo un regista europeo ed esclusivamente espressionista, in questa mostra è invece mostrato nella sua veste americana con le locandine di Quando la città dorme, Il sepolcro indiano, Fred il ribelle o L’alibi era perfetto.
E in un festival che si rispetti, non può mancare di certo il “red carpet”, con la sezione “Bif&st in mostra”, con fotografie a cura di Nicola Amato e Pasquale Susca, allestite in Piazza del Ferrarese. Un corridoio all’aperto con le gigantografie delle edizioni passate, in cui sono raffigurati i volti più noti che hanno contribuito a rendere il Bif&st un appuntamento imperdibile per gli amanti del cinema.











