Quale futuro si prospetta per le nuove generazioni di italiani? Quali cambiamenti sono già in atto, quali si possono solo intravedere? Lo Stato italiano è destinato a crollare nei prossimi anni? Se sì, da che cosa verrà sostituito? Domande fondamentali, spinose, di stretta attualità alle quali non è facile rispondere. È noto che il declino del Belpaese è al centro di numerosi dibattiti politici e culturali ma, nonostante si parli spesso di riforme, le crisi si stanno aggravando rapidamente.
Alessandro Leonardi, analista freelance e autore di analisi sul sistema industriale-tecnologico e la tarda modernità, nel libro “L’Italia e il suo futuro”, pubblicato da Diarkos, manifesta preoccupazioni e timori, ma tutti basati su dati e numeri, che potrebbero davvero portare alla fine della Repubblica italiana, cambiando definitivamente il volto della società.
L’autore, con lucida visione e senza troppi fronzoli, esamina le condizioni del Paese, le sue crisi sistemiche e i possibili scenari di lungo termine. Partendo da alcuni trend ormai radicati, come ad esempio il continuo peggioramento dei parametri demografici, che stanno causando un allarmante calo della natalità nella seconda nazione più anziana al mondo, e un’apatia diffusa, soprattutto nelle fasce più giovani che si ritrovano atomizzate, impotenti, psicologicamente fragili e numericamente inferiori rispetto alle precedenti.
A giudizio di Leonardi, nella società sembra dominare Il nuovo “feudalesimo” economico-sociale che avanza, basato sull’eredità patrimoniale accumulata, e che fornisce per il momento un’ancora di salvezza a vasti strati della popolazione. Ma il declino delle varie forme culturali sta avendo un impatto destabilizzante sulle istituzioni repubblicane.
In questo precario scenario, l’Italia si trova ad affrontare le turbolente trasformazioni della globalizzazione, una lunga transizione che riguarderà gran parte del XXI secolo. Unendo le molteplici dinamiche in atto, nel saggio vengono formulati diversi scenari per il futuro, dalla frammentazione dell’ordine nazionale all’instaurazione di un regime autoritario, fino a eventi estremi e improbabili di matrice europea e/o internazionale, con al centro i grandi cambiamenti di carattere geopolitico, economico e climatico-ambientale.




















