Il Lecce c’è ma solo per un tempo, nel secondo il Torino passa con due gol di Bellanova e Zapata e porta a casa i tre punti in palio. Il Lecce, come detto, nel primo tempo non gioca male, anzi. Riesce a bloccare tutti i riferimenti dei padroni di casa, costringendoli a non tirare mai in porta, al contrario avendo l’ultima occasione del tempo. Nella ripresa, però, il Torino prima sfrutta un rimpallo con Bellanova poi realizza di testa su calcio piazzato con Zapata, che contro il Lecce segna spessissimo. Ora per D’Aversa l’affare si complica perché tra Bologna e Torino i giallorossi hanno praticamente giocato solo 45 minuti, e sono in seria difficoltà.
Il primo tempo
La prima frazione è caratterizzata tanto dalla tattica: il Lecce è attentissimo a non far ripartire il Torino, il Torino cerca di fare gioco ma trova pochi spazi. Le occasione da segnalare sono solamente un paio. La prima al 13′ con un’uscita difettosa di Milinkovic-Savic che apre la strada a Piccoli per una girata di tacco. La palla finirebbe in gol se non fosse per un intervento di testa di Masina che libera quasi sulla linea. La seconda al 43′ con un destro velenoso da fuori area di Vlasic che trova lo scarpino di un difensore leccese con la palla che si spegne in angolo. A parte questo non succede nulla di intenso. Come detto si gioca più per distruggere che per costruire.
Il secondo tempo
Nel secondo tempo succede decisamente di più. Innanzitutto il Torino trova al 50′ il gol del vantaggio: autore Bellanova con un destro dal limite dell’area in diagonale che beffa Falcone. La reazione del Lecce è dalla distanza, ma in entrambi i casi (Piccoli e Ramadani) è attentissimo Milinkovic-Savic e la palla sfila tra le sue braccia. Al 70′ la partita si compromette decisamente, con la seconda ammonizione di Pongracic. Un minuto dopo Sanabria colpisce a colpo sicuro ma Falcone si supera andando a togliere dalla porta un gol praticamente già fatto. Ma il gol lo trova, dieci minuti dopo, il collega di reparto: Zapata di testa su calcio d’angolo. Gol che chiude la partita, anche perché dopo non succede molto.











