Cattolici, protestanti, ortodossi, copti. Chiese diverse ma tutti cristiani. E domani si incontreranno a Bari in un summit che è unico nel suo genere. Organizzato dalla Comunità di Sant’Egidio, l’incontro ha come titolo “Cristiani in Medio Oriente: Quale Futuro?”. Già il futuro dei cristiani in medioriente, un problema gravissimo in quella che è la terra dei nostri padri, delle nostre origini di uomini. E il 29 e il 30 Aprile, tutti insieme, queste eminenti figure si sono dati appuntamento proprio nella città crocevia tra Oriente ed Occidente per aprire un vero dialogo sulla pace e la cooperazione.
“Il medioriente vive questa tragedia nel sostanziale silenzio della comunità internazionale. – dice Roberto Zuccolini rappresentante della comunità di Sant’Egidio durante la presentazione dell’incontro – Arrivano delle proposte di risoluzione dei conflitti ma queste restano inascoltate. E durante il Natale scorso, quando in medioriente i cristiani continuavano ad essere perseguitati, è nata l’idea di riunire attorno ad un tavolo il mondo della cristianità“. Una proposta accolta da tutti, senza neanche pensarci due volte, da religiosi e laici, dalle Chiese orientali e da quelle occidentali, e dai governi europei ed africani. Parteciperanno infatti anche parlamentari ed ambasciatori di Russia, Inghilterra, Francia, Libano, Grecia e Cipro. “Il problema è che è in gioco la sopravvivenza delle comunità cristiane – continua Zuccolini – infatti i migranti che arrivano sulle nostre coste scappano dalle guerre. Questo è il primo summit inter cristiano di tutte le chiese d’Oriente e occidente”.
Bari e San Nicola, la terra punto di incontro tra est ed ovest e il Santo universale delle Chiese d’oriente e d’occidente: “Dire Bari significa dire San Nicola. – dice il vescovo di Bari mons. Francesco Cacucci – La vocazione ecumenica di Bari è legata a lui. Possiamo dire con certezza che i patriarchi del medioriente, incontrandosi a Bari, si incontrano a casa loro. Cosa significa questo? Che noi se vogliamo dire una parola al mondo occidentale sul medioriente è per stimolare una Europa sonnolente di fronte alle crisi di quei Paesi. La voce dei patriarchi riuniti insieme è una voce importante. Quella di domani e giovedì è una occasione meno parziale e più obiettiva sui movimenti che si stanno verificando in medioriente e in Nord Africa perché parliamo da Cristiani uniti. Non c’è differenza tra ortodossi, cattolici, copti o protestanti. La voce deve essere una sola e riunita sotto il segno del dialogo e della pace”.











